Oggi 23 luglio torna in Commissione Giustizia del Senato il disegno di legge 735, ormai noto come ddl Pillon.

Il disegno di legge Pillon, nostalgico della vecchia indissolubilità cattolica contenente le “Norme in materia di affido condiviso, mantenimento diretto e garanzia di bigenitorialità”, renderà, se approvato, la separazione e l’affido estremamente complessi e costosi a causa dell’introduzione:

-della mediazione obbligatoria a pagamento

-dell’imposizione di tempi paritari e della doppia domiciliazione/residenza dei minori

-del mantenimento diretto dei figli/e

-della stesura di un rigido piano genitoriale

-dell’introduzione del concetto di alienazione parentale

L’Associazione Orlando continua a sostenere la mobilitazione contro il ddl Pillon a fianco dei Centri Antiviolenza, del movimento Non Una di Meno, delle associazioni di donne e del terzo settore, delle associazioni professionali, delle organizzazioni sindacali, comitati cittadini formatisi ad hoc e delle associazioni che si occupano di infanzia.

In piazza Montecitorio e in numerose città di Italia sono previsti oggi presidi per richiedere a gran voce il ritiro del Disegno di legge Pillon, per continuare a garantire la libertà reale delle donne di potersi separare, soprattutto dai partner violenti.

Nel frattempo, 17 luglio è stato approvato il Codice Rosso, il disegno di legge sulla violenza sessuale maschile contro le donne. Sottolineiamo alcuni rilievi cruciali: il termine di tre giorni entro il quale esse o chi per loro deve denunciare gli atti di violenza subiti è rimasto inalterato benché lo stesso Consiglio Superiore della Magistratura avesse segnalato che non solo risulterà poco praticabile, ma sarà una causa potenziale di ” inutile disagio psicologico alla vittima e appesantimento difficilmente gestibile per gli uffici giudiziari e le forze di polizia”. Poiché le procure non riusciranno ad ascoltare le donne, il compito ricadrà su polizia e carabinieri. Ma l’approccio securitario e repressivo dell’intervento non prevede che vi sia una formazione mirata per le forze dell’ordine e per chi deve giudicare in materia di violenza maschile contro le donne. Soprattutto non sono previste risorse per le donne vittime di violenza le quali possano, un esempio chiaro, allontanarsi con i loro bambini, quando ve ne siano, dall’autore delle violenze e dalla casa dove esse avvengono.

Entrambi gli interventi, il ddl Pillon e il Codice Rosso, mostrano come siano attente e attive le reazioni conservatrici per ristabilire il controllo sociale su donne i cui comportamenti autonomi fuoriescono ormai da decenni da culture tradizionalmente patriarcali. Sono movimenti regressivi che in clima culturale che non li scoraggia giungono fino a disconoscere la libertà femminile e a rimuovere perfino la lampante questione delle violenze quotidiane esercitate contro le donne.

Per questo, come associazione Orlando faremo tutti gli sforzi necessari per informare e mobilitare il maggior numero possibile di donne ad esprimere pubblicamente dissenso verso i disegni di legge in corso di discussione e approvati che intendono limitare le libertà delle donne.

Non permetteremo di tornare indietro sui diritti e sulle libertà conquistate.