Donne, femministe, soggettività queer dalla Liberazione a oggi

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dalle 17.00 alle 19.00

Complesso di Santa Cristina alla Fondazza

Piazzetta Morandi 2

Donne, femministe, movimenti contemporanei: individualità, aggregazioni, riflessioni, pratiche politiche, informali e formali dalla Liberazione alle mobilitazioni delle nuove generazioni

Nell’anno accademico 2019/2020 si svolgerà la XV edizione del Corso di Etica e Politica nella prospettiva degli studi di genere rivolto a studenti di entrambi i sessi e alla cittadinanza grazie alla convenzione tra l’Università di Bologna e l’Associazione Orlando, che gestisce il Centro delle donne della città.

Il corso si terrà all’ex convento di Santa Cristina della Fondazza, sede di dipartimenti universitari e del Centro Donne, e mira a identificare tratti del pensiero e delle azioni di donne, femministe, queer in Italia dagli anni della Resistenza a movimenti che, come Non Una di Meno, promuovono mobilitazioni globali e scioperi dall’avvio in Argentina all’Italia e alla nostra città. Una trama definita dall’elaborazione culturale politica e giuridica e dall’operare di molte soggettività per la libertà.

Offrirà lezioni sulla storia, il pensiero, la legislazione che riguardano le relazioni affettive, intellettuali, lavorative e sociali. Si presenteranno figure e momenti del femminismo che hanno mutato nei decenni le mentalità e le vite di ognuno invitando giuriste, storiche, letterate, scienziate sociali, politologhe, tecnologhe ed esperte/i di ambiti di studio utili a illustrarli. Basta pensare che in tempi non remoti il “delitto d’onore” era accettato in più zone del paese e che le leggi sul divorzio, l’interruzione volontaria di gravidanza e la violenza sessuale non sono lontane. Si aggiunga che dalle origini la capacità di aggregazione e invenzione femminile e femminista ha dato luogo a spazi pubblici di donne e ad associazioni quali le società di storiche, letterate, scienziate, teologhe e così via. Il corso presenterà mobilitazioni e scelte dei movimenti LGBTQ.

I temi delle preferenze sessuali, dei legami familiari, della violenza su donne e bambini, saranno mostrati mediante i conflitti e le trasformazioni delle norme che li hanno riguardati nel tempo, considerando proposte di legge avanzate e sentenze che potrebbero comportare regressioni, quali la limitazione delle opportunità di affido di figli minori alle madri in caso di separazione o la riduzione della pena in casi di violenza maschile sulle donne. Si vedano, ad esempio, la proposta del novembre 2018 dal senatore Simone Pillon, ora congelata, sull’affido condiviso e la sentenza della Corte d’Appello di Bologna che in primavera dimezzò la pena ad un femminicida grazie alla “tempesta emotiva” causata dalla gelosia. “In quanto donna” segnala 48 femminicidi al 5 settembre 2019.

È in atto un conflitto tra posizioni reazionarie e posizioni innovatrici sui modelli di legame familiare e sulle preferenze sessuali. L’attestano il XIII Congresso Mondiale delle Famiglie di marzo a Verona favorevole alla famiglia tradizionale e la coeva iniziativa nazionale “Verona transfemminista” per l’autodeterminazione femminile in materia di procreazione e aborto e per la libertà di uomini e donne nella scelta sessuale e nelle forme di unione promossa da Non Una Di Meno e da altre aggregazioni. Si spiegano, pertanto, misure come il cosiddetto Codice Rosso, passato alla Camera dei deputati in aprile, che introduce il reato di diffusione di immagini intime per vendetta e il reato di sfregio. Misure che risentono di iniziative di singole e di associazioni contro le condotte sanzionate. Congelato il ddl Pillon, non approvata la castrazione chimica in casi di pedofilia, resta, tuttavia, sicuro che il conflitto non si fermerà. Il corso offrirà occasioni di riflessione sulle più recenti attitudini culturali e politiche.

Conoscere cosa è mutato nella vita e nel pensiero delle donne in Italia esige di colmare lacune, ferme restando le diversità di singole e singoli per mezzi, cultura e libertà in anni segnati da prese di parola e di azione femminili contro le violenze strutturali e contingenti che colpiscono donne native e migranti e prese di parola e di azione dei movimenti omosessuali e queer contro l’omofobia.

 

Il corso prevede visite alla Biblioteca Italiana e all’Archivio Storico del Centro Donne in via del Piombo 5.

Corso a cura delle prof.sse Carla Faralli e Raffaella Lamberti, carla.faralli@unibo.it; lamberti@women.it .

Programma del corso