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4 incontri aperti un mercoledi al mese, a cura del Salotto che legge – Circolo LUA di scrittura e cultura autobiografica di Bologna e Biblioteca delle donne
Torna per il quarto anno consecutivo Femmy Hour, un ciclo di incontri di letture femministe. Questa primavera ci immergiamo nel pensiero femminista e nelle lotte del Sud del mondo. Esploreremo la forza di donne e collettivi che hanno intrecciato la difesa dei diritti di genere con la protezione della terra, delle radici indigene e della libertà dei corpi.
Dalle strade di Buenos Aires alle montagne della Bolivia, scopriremo prospettive che scuotono il nostro modo di intendere la politica e la cura. Dopo una breve introduzione, leggeremo brani scelti (in traduzione italiana) per poi aprire il cerchio al confronto.
Queste voci rappresentano il cuore pulsante del femminismo latinoamericano contemporaneo. Non si limitano a parlare di “parità”, ma mettono in discussione tutto il sistema: il colonialismo, il capitalismo ed il patriarcato, visti come un’unica forza intrecciata.
Calendario
22 aprile / Djamila Ribeiro: razza, Intersezionalità, diritto di parola
6 maggio / Rita Segato: cultura della violenza e concetto di violenza strutturale e simbolica
27 maggio / Georgina Orellano: lavoro sessuale, stigma e sindacalizzazione del lavoro sessuale
10 giugno / Sayak Valencia: necrocapitalismo, spettacolarizzazione della violenza, e transfemminismi
17 giugno / María Galindo: decolonialità e identità culturale
Gli incontri, della durata di 2 ore, sono gratuiti, ogni persona rispettosa delle opinioni altrui è la benvenuta, non è richiesta esperienza, ma semplicemente curiosità e voglia di partecipare al percorso. Durante gli incontri verranno forniti brani tratti dai libri delle autrici proposte, in traduzione italiana, che leggeremo ad alta voce e commenteremo in gruppo. La struttura sarà orizzontale e partecipativa, si potrà ascoltare e/o intervenire liberamente.
Conducono
Claudia Marulo (Redattrice della Falla del Cassero, referente di EQUILATERE, autrice e illustratrice di libri per l’infanzia, aka La_Grande_Gatta), e Laura di Maggio (Attivista transfeminista e Vice-Presidente dell’associazione GenQ con esperienza di cooperazione internazionale in America Latina). Le bibliotecarie illustreranno i libri presenti nella biblioteca e vi aiutano a orientarvi nella ricca collezioni di testi preseni in biblioteca.
È consigliato iscriversi mandando un’email.
Per informazioni venite in biblioteca o contattateci:
Biblioteca delle donne, via del Piombo 5
email: bibliotecadelledonne@women.it
tel: 051-4299411
Scopri tutte le attività culturali della Biblioteca italiana delle donne!
Nell’ambito del Patto per la lettura, Bologna.
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Biografie
Djamila Ribeiro
Djamila Ribeiro è una filosofa, scrittrice e attivista brasiliana. È nata a Santos, in Brasile, nel 1980. Ha scoperto il femminismo quando lavorava nella Casa da Cultura da Mulher Negra di Santos ed è già un’attivista femminista quando si iscrive all’Università Federale di San Paolo per studiare filosofia. Consegue un master in filosofia politica nella stessa università con una tesi su Judith Butler e Simone de Beauvoir. I suoi studi e le sue ricerche si sono concentrati sul pensiero femminista nero, sull’intersezionalità e sulle disuguaglianze legate al genere, alla classe e alla razza.
Ha fondato la collana editoriale Feminismos Plurais volta alla promozione della pubblicazione di autrici e autori neri e alla democratizzazione dell’accesso alla conoscenza grazie ai prezzi accessibili e al linguaggio didattico.
Soprattutto grazie al suo libro Il luogo della parola è diventata un punto di riferimento del femminismo nero, anti-razzista e pro-LGBTQIA+ sia in Brasile che a livello internazionale. A livello istituzionale, è stata nominata sottosegretaria per i diritti umani e la cittadinanza per la città di São Paulo.
Opere:
Rita Segato
Rita Laura Segato è una scrittrice, antropologa e attivista argentina nata a Buenos Aires il 14 agosto 1951.
Ha frequentato gli studi primari nella scuola Lenguas Vivas Juan Ramón Fernández e gli studi secondari nel Colegio Nacional de Buenos Aires (1970). Si è inoltre diplomata al Conservatorio Municipale Manual de Falla (1967) e alla Scuola Nazionale di Danza (1973). Ha studiato Scienze Antropologiche all’Università di Buenos Aires e si è specializzata in Etnomusicologia presso l’Istituto Interamericano di Etnomusicologia e Folklore a Caracas con Isabel Aretz (1975), dove è rimasta come ricercatrice presso l’Archivio di musica latinoamericana fino al 1980. Nel 1984 ha conseguito il dottorato in antropologia sociale presso la Queen’s University Belfast.
È stata docente presso il Dipartimento di Antropologia dell’Università di Brasilia tra il 1985 e il 2010. Nel 2011 è passata all’insegnamento nei programmi post-laurea interdisciplinari in Bioetica e diritti umani presso la stessa università, oltre a essere visiting professor in vari programmi di dottorato in America Latina.
Nel 1993 si è avvicinata all’analisi della violenza sulle donne, su commissione della città di Brasilia nel 1993. Attualmente è ricercatrice presso il Consiglio nazionale delle ricerche del Brasile dal 1998. È particolarmente nota per la sua ricerca incentrata sulle questioni di genere nelle popolazioni indigene e nelle comunità latinoamericane, violenza di genere e sulle relazioni tra genere, razzismo e colonialismo.
Nel trattare queste tematiche, l’autrice ci dice che preferisce parlare di violenza di genere piuttosto che di violenza contro le donne, spiega:
“Preferisco chiamarlo così, il concetto di genere è stato una scoperta per poter parlare di una struttura che organizza corpi da un teatro delle ombre ed è una categoria molto utile”.
Ha, infatti, coniato il termine femmigenocidio per descrivere i crimini commessi contro le donne che raggiungono il grado di crimine contro l’umanità o genocidio e che non vengono prescritti.
Opere
Georgina Orellano
Georgina Orellano, nata il 28 luglio 1986 a Morón, è una sex worker, femminista e attivista argentina. Dal 2014 è la segretaria generale di AMMAR, il sindacato delle sex worker d’Argentina, la cui lotta si incentra sulla depenalizzazione del lavoro sessuale e la difesa dei diritti umani e lavorativi delle sex worker.
Entra nel mondo della prostituzione a diciannove anni. E quello che per molte persone è solo uno stigma, diventa per lei un modo per rivendicare la propria esperienza come sapere e il proprio corpo come territorio di lotta.
Puttana femminista, la sua prima opera, è un’autobiografia cruda e ribelle che sfida il perbenismo, il patriarcato e un certo femminismo elitario. Racconta la realtà della strada, la solidarietà tra sex worker, la maternità, l’attivismo nel sindacato, la violenza delle istituzioni, le umiliazioni subite, ma anche la dignità e il coraggio di chi combatte per il riconoscimento dei propri diritti. Un atto di rivolta contro chi vuole ridurre le puttane a vittime da redimere, corpi da salvare, oggetti da studiare e non esseri umani pensanti e con una propria storia.
Opere
Sayak Valencia
Sayak Valencia, nata a Tijuana (Messico) nel 1980, è una studiosa e attivista femminista messicana, dottoressa di ricerca in Filosofia e teoria critica femminista, e anche artista di performance. Attualmente è docente e ricercatrice presso il Dipartimento di Cultural Studies del Colegio la Frontera Norte, a Tijuana. E’ stata co-fondatrice del collettivo femminista La Lìnea nel 2002.
Il suo attivismo e la sua attività di ricerca sono portati avanti da una prospettiva postcoloniale. Il contesto geografico e socio-politico in cui ha vissuto ha influenzato i suoi interessi di studio, che si sono concentrati sulla storia del capitalismo contemporaneo e i suoi sviluppi, che l’autrice colloca in un orizzonte di violenza istituzionalizzata e sfruttamento massiccio delle soggettività e dei luoghi marginalizzati da parte delle classi dominanti. In Capitalismo Gore. Violenza, necropotere, mercato della morte, analizza l’intersezione tra criminalità organizzata, narcotraffico e violenza agita per conquistare il potere a scapito di tutti i gruppi oppressi, sfruttati come risorse dal sistema capitalistico contemporaneo.
Opere
María Galindo
Biografia
Marìa René Galindo Nedder, nata il 15 settembre 1964 a La Paz (Bolivia), è una attivista femminista, conduttrice radiofonica e psicologa boliviana. Dopo aver conseguito il diploma nel 1981, intraprende un percorso di studi presso l’università vaticana, per poi decidere di abbandonarlo, tornando nel 1992 nella sua terra d’origine. Lì diventa un’attivista femminista dichiaratamente lesbica. Ha partecipato alla fondazione del movimento boliviano Mujeres Creando, con cui ha portato avanti un progetto politico femminista e con cui nel 2006 ha realizzato la La Costituciòn Polìtica Feminista del Estado. Ha partecipato a numerose performance in piazza insieme ad altre donne boliviane, per denunciare le stereotipate e irrealistiche rappresentazioni dei corpi femminili diffuse dai mass media: donne bianche occidentali, generalmente magre, ed eterosessuali. Mostrare i corpi reali e multiformi diventava quindi un gesto politico di critica nei confronti dell’ideologia dominante maschile e bianca.
In un’intervista Galindo afferma: “La società è stufa degli speech sui diritti. La postura teorica è importante, ma non senza un’azione concreta. La politica concreta può creare empatía.
L’appello alla pratica si accompagna al difficile ma necessario sforzo di conciliazione tra le due “anime”, di solito in conflitto, delle persone razzializzate e inferiorizzate, spesso influenzate da un binarismo che le ingabbia o nella categoria di vittima o in quella di vittimizzatore.
Opere