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Rivoluzione sì, ma gentile di Monica Lanfranco

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Era tempo che questa parola, rivoluzione, non circolava così tanto, e soprattutto coniugata, accompagnata e declinata con un aggettivo che suona quasi come un ossimoro: gentile.

Chissà che ne penserebbe Robin Morgan, la femminista nordamericana che nel suo Demone amante evidenzia la responsabilità femminile nei confronti del mito ambiguo del rivoluzionario, quasi sempre legato al concetto di azione niente affatto gentile, ma bensì nella quale il gesto è rabbioso, perché la violenza è levatrice della storia nella tradizione estremista, ed è una parte integrante e fondativa della insurrezione.

Bè, sorpresa. Qui invece assolutamente no. Si aggira in Puglia una strana energia, che viene da un gruppo di donne: si fanno chiamare Rete della rivoluzione gentile, e sembra che non abbiano alcuna intenzione di smettere di espandersi.

Nascono su un obiettivo specifico, quello lo scorso anno, di ottenere la possibilità di votare per le primarie in seno alla sinistra, quando sembrava che a causa della scomoda candidatura di Niki Vendola la consultazione elettorale per la presidenza regionale in Puglia saltasse, dati i soliti equilibri masochisti della gauche nazionale. Queste donne, alcune dentro ma molte fuori dai partiti hanno insistito per avere le primarie, si sono messe gentilmente di traverso, e hanno vinto.

Chi si aspettava che con la vittoria di Vendola alla regione Puglia loro se ne andassero sbagliava, visto che non solo ci sono ancora, ma il sito che porta il nome del movimento ha continui accessi, anche se la stampa nazionale non le ha ancora scoperte, e forse tenderà a non valorizzarle, dal momento che dentro questa rete non ci sono vip, ma donne normalmente straordinarie che lavorano nel sociale, nell’università, nella sanità, insomma tutte quelle che ultimamente notizia ne fanno nulla o quasi. In compenso, appunto senza correre e senza urlare stanno lavorando per riattualizzare e diffondere anche tra le nuove generazioni di donne e uomini la parola e la pratica femminista. E scusate se è poco, oggi, in Italia.

Ascolta il podcast con l'intervista alla Rete della rivoluzione gentile sulla Radio delle Donne

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