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Né perbene, né permale. Unite, Diverse, Libere - Due interventi della manifestazione di Bologna

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Il 13 Febbraio abbiamo manifestato a Bologna, come tante in tante città d'Italia e all'estero, perché abbiamo condiviso il desiderio di dire basta a comportamenti del potere intollerabili.

Un confronto vivacissimo al Centro delle Donne, gestito dall'Associazione Orlando, ha portato in strada e in piazza Maggiore singole, associazioni annose e nuovissime, gruppi informali; femministe e lesbiche; donne che in sindacati e forze politiche si richiamano ai movimenti di donne o di forze politiche che si richiamano ai movimenti di donne; giovani e non giovani, migranti e native, laiche e credenti che abitano spazi fisici o virtuali comuni o vivono in casa. E tanti uomini.

Le parole */Né perbene, né permale. Unite, Diverse, Libere/* che aprivano la manifestazione, sono state suggello di una presenza consapevole della storia e della cultura politica delle donne; una presenza voluta e organizzata per dare voce a una pluralità di storie, accenti, posizioni in vista di un lavoro di molte che vuole proseguire e prosegue. Tra gli interventi che si sono susseguiti, a disposizione di chi frequenta i video del Server Donne, scegliamo quelli di Cecile Kashetu Kyenge (che lo ha inviato, essendo fuori Bologna il 13 febbraio) e di Azeb Lucà Trombetta.


Storie di donne migranti di Cecile Kashetu Kyenge
SE NON ORA QUANDO,
Europa - arrivo al primo aeroporto internazionale per l'ingresso nel territorio Scengen:
Pensavo di aver lasciato l'inferno a casa , ma ecco che continua un altro inferno, che comincia proprio da qui dalle frontiere.
Sono chiamata a passare i controlli con un poliziotto che di me vede solo il corpo. Il suo sguardo mi denuda e mi fa sentire “suo oggetto del desiderio” , ma io non posso parlare sono una “POTENZIALE CLANDESTINA”. Devo stare zitta se voglio passare quelle frontiere. Dallo sguardo, si passa al controllo con le mani......Chiudo gli occhi per non vedere quella faccia piena di soddisfazione nel toccare il mio corpo, il mio seno, le mie parti intime ed il resto del corpo....Non posso parlare perché è la legge, devo stare zitta se devo passare quelle frontiere....Sono i controlli autorizzati.....La mia mente viaggia velocemente per tornare a casa e sfuggire così a quelle torture legalizzate che umiliano la donna....In quel momento sono sola di fronte a quel poliziotto e non posso ribellarmi. Ripenso a casa e vedo un altro inferno, un paese in conflitto dove l'80 % delle violenze alle persone vulnerabili (donne, bambini, anziani, disabili....) sono opera di un UOMO IN UNIFORME.....Allora , senza protestare vado avanti e spero che un giorno tutto possa cambiare...
SE NON ORA QUANDO?

Bugie , molte bugie ….sopratutto sulle donne:
Fermiamo gli sbarchi, abbiamo fermato l'invasione.......
Eppure solo una piccola parte di immigrati arriva in Italia via mare: questa modalità costituisce un canale di ingresso marginale sotto il profilo della dimensione e contribuisce in misura comparativamente modesta e decrescente allo stock di immigrati irregolari presenti in Italia.
Pochi entrano eludendo i controlli di frontiera. La maggior parte degli immigrati viene in Italia con visto turistico, attraverso un transito regolare dalle frontiere (in particolare orientali), molti, tra l’altro, sono neocomunitari, in maggioranza donne che subiscono tutti i giorni nell'indifferenza della società ricatti, violenze e soprusi. È questa, e non quella dei clandestini, la componente più cospicua della presenza straniera irregolare.
SE NON ORA QUANDO

SE NON ORA QUANDO
Cerco casa disperatamente.....Un giorno, al telefono prendo accordi con il proprietario di casa per chiudere il contratto grazie al mio italiano perfetto , sono felice pensavo fosse un sogno....Ahimè , alla mia vista il proprietario cambia idea, si era sbagliato....La casa era già affittita. Sapevo che raccontava bugie, bugie , bugie e bugie......La mia umiliazione, la mia tristezza perché non ricordavo più di avere la pelle nera....In più ero DONNA e non potevo occupare quel appartamento perché , senza sapere nulla di me, ero un elemento da evitare di giorno....ero LA SIGNORINA DELLA NOTTE.....
SE NON ORA QUANDO?

SE NON ORA QUANDO
«Ci portano via le nostre donne»
Sono gli italiani che sposano le “loro” donne
Vediamo quanti stranieri sposano italiane, quanti italiani sposano straniere.
Nel 2006 si sono celebrati 245.992 matrimoni, il 9,8% sono misti (24.020).
La maggior parte, esattamente 19.029, riguarda un cittadino italiano che sposa una cittadina straniera. L’80% dei casi. E QUI NON CONTA IL COLORE DELLA PELLE...DOBBIAMO ESSERE SOTTOMESSE E STAR ZITTE.....
SE NON ORA QUANDO?

SE NON ORA QUANDO
CIE: rinchiusa dentro questo centro, non sono più nessuna, ho perso la identità, sono una criminale perché ho perso il lavoro e non sono riuscita a trovare un altro impiego entro 6 mesi....
Sono trattata come la peggiore delle criminali. Chiedo per quanto tempo devo ancora stare lì dentro nessuna notizia …....Idem chiedo di incontrare un avvocato subito e mi rendo conto che le mie leggi sono diverse da quelli articoli della costituzione e di molte convenzioni internazionali SONO UNA DONNA MIGRANTE...Il poliziotto può molestarmi nell'indifferenza di tutti, perché lui sarà creduto innocente, io non...Non sono nessuna...Fuggo dalla prostituzione per le strade e mi ritrovo a dover subire altre violenze legalizzate perché lì dentro nessuno ti vede e sopratutto sei colpevole perché sei dentro un CIE!!!! Allora dentro la mia cella, non mi rimane che fissare il soffitto e piangere chiedendomi se fuori da quei muri qualcuno mi sente....
SE NON ORA QUANDO

SE NON ORA QUANDO
Se perdono il lavoro devono andarsene
Il governo sostiene - o forse spera - che quello dell’immigrazione sia un fenomeno circolare, cioè caratterizzato da permanenze brevi, legate a lavori altrettanto temporanei, spesso dequalificati e sottopagati.
L’immigrazione invece è per la sua maggioranza un fenomeno stabile, malgrado le recenti leggi italiane facciano di tutto per renderlo sempre più precario. Lo dimostra il fatto che sugli oltre 4 milioni di stranieri regolarmente presenti nel 2008, meno della metà (1,8 milioni) ha regolare permesso di soggiorno, un milione sono cittadini dell’Unione Europea, 700.000 hanno la “Carta di soggiorno”, sono cioè qui da almeno 5 anni, 400.000 sono nati in Italia e 200.000 hanno già la cittadinanza.
Certamente sono persone venute nel nostro paese per lavorare ma si sono anche integrate nella società, si sono ricongiunte con la famiglia, hanno avuto figli, acceso un mutuo per comprarsi una casa.
SE NON ORA QUANDO.......

CECILE KASHETU KYENGE . 13 FEBBRAIO 2011


Né perbene né permale. Solo per la bellezza di Azeb Lucà Trombetta

Per ricordarmi chi sono e cosa voglio penso a mia nonna Olga
Ricordo quando mi faceva guardare le sfilate sulle riviste, spiegandomi l'accostamento dei colori giusti, la differenza tra un trucco elegante e uno volgare.
Ricordo quando seduta davanti al suo specchio si passava l'acqua sul viso e io seduta accanto a lei mi facevo inebriare dalla sua bellezza che sapeva di rose. La lieve matita nera a contornare i suoi occhi, il suo rossetto che metteva in risalto il dolce sorriso.
Le sue mani smaltate, perfette nei gesti, nei contorni, quelle mani le cui carezze cerco, e trovo nel ricordo di una bellezza senza tempo, senza età. Ne per male ne per bene, solo per bellezza. Mi insegnava a camminare, a muovermi, per essere pronta a diventare donna.
Ne per bene ne per male, solo per la bellezza.
Mi insegnava la cura dell'anima. Sii delicata, sii generosa nei sorrisi , studia, lavora e si sempre orgogliosa di ciò che fai e sei.
Ne per bene ne per male, solo per la bellezza
Oggi guardo la sua foto, compro la sua acqua di rose, mi accarezzo il viso come faceva lei. Diceva: devi accarezzarti per rendere più bella la pelle.
Ne per bene ne per male, solo per bellezza.
I ricordi sono come dolcissimi nei sul viso, come mani forti che intrecciano i miei capelli. Gesti semplici, senza tempo, della mia terra.
Ne per bene ne per male, solo per la bellezza
Il guardare una giovane donna aggiustarsi velo, il filo di capelli caduto, lo sguardo pudico. Gesti semplici, senza tempo.
Ne per bene ne per male, solo per la bellezza
Vedere sciarpe colorate cadere su schiene stanche ma dritte copri capi, che sanno di lontano, ma che si siedono accanto a noi, annodati con maestria per il gusto della mia invidia. Ci provo ma non sono abbastanza brava.
Occhi disegnati dal sole d'oriente, incorniciati da lunghi capelli lucenti. Anche qui la mia invidia va a nozze, i miei ricci si offendono.
Passi feroci su sguardi d'agnello, a falcare le vie del lavoro. Porte sbattute su dignità che non si arrendono, non si spezzano, ma ricominciano.
Sguardi rabbiosi che puntano la tua pelle nell'indifferenza della tua giornata che tanto prosegue serena. Non ti arrendi, non ti spezzi, ma ricominci.
Ne per bene ne per male, solo per la bellezza
Occhi stanchi alle 8 del mattino, distesi sui libri guardando fuori, il mondo che un giorno sarà loro Profumi dolcissimi che sanno di casa e di madri, pronte a nutrirti, a curarti, a consolarti
Carezze di nonne, che rendono la tua pelle luminosa e bella, Lacrime di amiche che cercano la tua spalla su cui appoggiare le loro malinconie, le loro sconfitte, le loro paure. gesti semplici, senza tempo.
Ne per bene ne per male, solo per la bellezza
Oggi siamo qui, ne per bene ne per male, io per la bellezza. Il rispetto, la dignità, l'integrità morale e fisica significano bellezza.
Educare alla bellezza dovrebbe essere il nostro primo compito, avvicinare le giovani e i giovani alla realtà, alla città, all'altro. Rendere le nostre e le loro ore cariche di curiosità. Insegnare al viaggio, Smetterla di guardare in basso, insegnare a puntare lo sguardo dentro gli occhi degli altri, senza paura ne vergogna.
Educare alla scelta, educare alla coerenza delle scelte prese, educare all'orgoglio di essere, solo di essere.
Creare percorsi di bellezza che ci riportino per strada, nelle piazze ma non a difendere, ancora, qualcosa di naturale, normale, la nostra esistenza. Creare percorsi che non neghino le differenze, ma che difendano le essenze. Creare percorsi di esistenza, ne per bene ne per male, ma per la bellezza.
Ognuno di noi insegni bellezza a figlie, nipoti, sorelle, compagne e poi a padri, mariti, compagni, fratelli. Facciamo in modo che amino il loro corpo, che amino ciò che sono, che amino la bellezza delle donne.

Azeb Lucà Trombetta

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