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Italia, potere, voce delle donne, dell'Associazione Affinità Lettive

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Riceviamo e volentieri pubblichiamo il comunicato dell'Associazione Affinità Lettive nel quale abbiamo ravvisato la medesima volontà di dare luogo ad una forte azione di donne che anima anche noi Associazione Orlando e Centro di Documentazione Ricerca e Iniziativa delle Donne della Città di Bologna, che Orlando gestisce. Ricordiamo che, dopo vari incontri di associazioni e gruppi di Bologna presso il Centro, abbiamo convocato per lunedì 21 settembre alle 20:30 (presso il Centro delle donne, nella sala Internet di via del Piombo 5) un incontro cittadino per riprendere il dibattito e soprattutto per prendere decisioni sulle iniziative.

Il dibattito su silenzio/ voce delle donne, presente da alcuni mesi sulle pagine del quotidiano L’Unità, e rimbalzato a fine agosto sul New York Times, prende l’avvio da vicende private, riportate dai media soprattutto stranieri, relative al capo del governo italiano. Il legame tra moralità pubblica e privata, il rapporto uomo-donna, l’immagine femminile e l’uso del corpo sono alcuni dei temi che hanno animato il dibattito e motivato l’urgenza da parte delle donne di far sentire la loro voce.

Come associazione di donne anche noi prendiamo la parola.
Il “ casus belli” ci permette di fare il punto sulla condizione della donna nel nostro paese.
Partiamo da alcuni dati.

Secondo il rapporto Censis 2009 le donne sono sempre più scolarizzate: se nel 1950 erano 7 su cento, oggi sono 93 su 100 e partecipano molto più attivamente che in passato al mercato del lavoro. “Tuttavia – si legge sempre nel Rapporto- permangono forti dinamiche di esclusione in moltissimi ambiti e soprattutto nelle posizioni apicali”

L’Italia è, infatti, secondo l’Eurobarometro (2007), all’ultimo posto tra gli Stati europei nella classifica sulla parità uomo-donna, al penultimo per tasso di partecipazione femminile all’attività economica nazionale. La presenza femminile nel mercato del lavoro è tra le più basse d’Europa, nel 2007 (quindi prima della crisi) era del 47%. A parità di grado le donne guadagnano il 30 per cento in meno dei maschi.
Per quanto riguarda la rappresentanza politica, in Parlamento le donne sono poco più del 18 % tra i deputati e il 16,5% tra i senatori. In Svezia sono il 47 per cento, il 40 in Finlandia, Danimarca e Paesi Bassi.

Le italiane sono, quindi, prima di tutto mogli e madri?
In realtà l’Italia ha un tasso di natalità del 1,3 per cento, e viene dopo Francia, Svezia, Finlandia, Olanda, Germania, Spagna. Ma ... a Helsinki ci sono asili nido pubblici aperti 24 ore su 24, in Francia esiste un sussidio al costo d’assistenza ai figli ecc. ecc.

Per quanto riguarda i modelli educativi, da una ricerca di Loredana Lipperini Ancora dalla parte delle bambine, emerge dall’analisi dei testi scolastici delle elementari (2006) che i protagonisti di gran parte delle letture sono uomini le cui “professioni” sono: re, cavaliere, mago, maestro, dottore, navigatore, architetto, giornalista, geologo ecc, mentre quelle delle donne sono: nutrice, principessa, fata, casalinga, castellana e, quando va bene, maestra e scrittrice.

Per quanto riguarda il diritto all’autodeterminazione, è in atto un attacco congiunto delle forze più conservatrici contro la donna: abbiamo assistito, infatti, ad attività legislative penalizzanti, vedi la legge sulla fecondazione assistita, ad attacchi continui alla legge 194, e alle polemiche, tutte italiane, relative alla pillola RU486.
Aggiungiamo un ultimo dato che riguarda la violenza: dall’analisi Istat del 2007 risulta che 6 milioni 743 mila donne dai 16 ai 70 anni sono state vittime di violenza fisica o sessuale nel corso della vita (il 31,9% della classe di età considerata).

Qual è, dunque, la voce delle donne? Non sono mancate e non mancano iniziative, pensiamo alla staffetta contro la violenza sulle donne organizzata dall'Udi, che per un anno intero, sino al 25 novembre del 2009, ha visto e vedrà coinvolte numerose città italiane, da Sud a Nord. E, relativamente al dibattito di questi ultimi mesi, ricordiamo l’appello in rete alle donne dell’ex senatrice Giancarla Codrignani, il documento della Società italiana delle storiche, il video L’uso del corpo delle donne di Lorella Zanardo, il forum su L’unità da cui siamo partite.

Non mancano, quindi, le voci, ciò che manca è la visibilità e una ripresa forte di un’azione politica collettiva che veda le donne protagoniste nelle piazze d’Italia ma anche nelle aule parlamentari e nei luoghi di lavoro su obiettivi comuni e condivisi per completare il lungo cammino per l’effettiva parità tra uomo e donna.

Per il raggiungimento di tale condizione, occorre, però, a nostro avviso, soprattutto un cambiamento dei modelli culturali del nostro paese, influenzati non solo da una tradizione maschilista che negli ultimi decenni si esprime efficacemente attraverso la TV commerciale, ma anche dalla mancanza di laicità dell’agire politico. Per questo è necessario che non solo le donne siano coinvolte in questo processo. In gioco non c’è solo la condizione della donna. L’attacco alla libertà di informazione che sta avvenendo nel nostro paese, in seguito alle critiche che da più parti vengono mosse all’esecutivo - la mancata trasmissione nelle reti televisive pubbliche dello spot del film Videocracy, le cause civili per diffamazione intentate dai legali del premier a due testate giornalistiche ne sono lampanti esempi - coinvolge tutti, e quindi occorre essere insieme, donne e uomini, a difendere le libertà e i diritti di tutti.

Ciò premesso, l’Associazione Affinità Lettive, nell’aderire alla manifestazione del 19 settembre a Roma sulla libertà di stampa, propone di “uscire dal silenzio” promuovendo iniziative di sensibilizzazione dell’opinione pubblica sui temi sopra esposti: a Bologna entro il mese di ottobre, a Bologna e in tante città d’Italia nei mesi successivi. Per la riuscita dell’iniziativa, chiediamo che questo documento-proposta venga diffuso e sostenuto da quanti credono nei valori della libertà e della democrazia.

Per l’Associazione Affinità Lettive di Bologna, Anna Chiarini
Indirizzo e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.">affinitàQuesto indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Pubblicato sul forum dell'Unità del 13 settembre 2009

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