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Il Presidente forzatamente nostro di Graziella Poluzzi

on .

Come donna e come cittadina italiana sono arcistufa di sopportare colui che si ritiene “il miglior capo di governo degli ultimi 150 anni della storia nazionale.”

- Aldilà delle minorenni, delle escort di un utilizzatore finale, gran puttaniere, che si permette di offrire incarichi politici, concessi o promessi alle favorite e si affida ad intrallazzatori arrivisti con giri equivoci di sesso ed affari;

- aldilà della mancanza di rispetto e tutela del corpo femminile nelle televisioni sue e di Stato, corpi esibiti come beni commerciali, volti e seni rifatti e gonfiati su modelli prefissati; quante donne-immagine vediamo e quante scienziate, imprenditrici, insegnanti, lavoratrici e casalinghe “normali”? E se volessimo il 50 e 50% di donne reali di tutti i giorni?

- aldilà della vecchia doppia morale ipocrita, tutta casa e Chiesa a parole, a braccetto col Papa e a sostegno della Cei, che al momento stanno facendo una pessima figura, ma non importa, importante è il fine e la Chiesa riuscirà a raggiungere tanti suoi obiettivi: la farà pagar cara a Berlusconi per le sue lussurie e a questo punto noi donne è bene che ci preoccupiamo, perché legifereranno sul nostro corpo e cioè sul nostro utero, perché si sa che nella mente del Santo Padre c’è sempre la preoccupazione per questo nostro organo delicato ed intimo;

- aldilà del passato dell’esimio Presidente pluri-indagato, che si è fatto da sé certo, ma come? Bazzicando l’ambiente della P2, tramando illecitamente e tessendo alleanze compromettenti;

- aldilà dei toni arroganti da dittatore o cabarettistici, uno stillicidio quotidiano: il cabaret vorrei vederlo nel luogo appropriato, scegliendo il comico di gradimento;

- aldilà delle figure ridicole ed imbarazzanti a livello internazionale;

Nonostante tutto ciò e non è poco, ci sono preoccupazioni ancora più gravi: la pessima situazione della nostra ex-democrazia:

- nella Rai-Tv di stato sotto controllo scompaiono notizie o vengono largamente edulcorate, per non dire dei programmi scomodi fatti saltare;

- c’è pressione sulla stampa: attacchi al direttore ed editore di Repubblica e denunce alle giornaliste dell’Unità, attacchi di bassa macelleria giornalistica al direttore dell’Avvenire, costringendolo alle dimissioni dopo aver osato qualche critica al Capo del Governo;

- giustizia: non ha mai rispettato le leggi ed i magistrati, in lotta costante con l’apparato giudiziario, ultimo l’ostacolo all’uso delle intercettazioni, per renderlo ancora più inefficiente;

- elezioni: non c’è la scelta dei Parlamentari, la vera base della Democrazia.

E tanto per concludere: il 10/09/2009, Berlusconi si è lamentato della riapertura delle indagini sulle vecchie stragi mafiose del ’92 con inutile spreco di soldi pubblici (che forse sarebbero spesi meglio in escort e festini) ed intanto le ecomafie ci avvelenano di giorno in giorno, seppellendoci sotto montagne di rifiuti tossici che inquinano l’aria, l’acqua ed il suolo, sparsi come concime, ce li stiamo mangiando boccone dopo boccone, ma delle ecomafie, di cui ci documenta Legambiente, non se ne sente dire nulla nelle nostre Tivù di stato.

Il malcontento serpeggia negli ambienti femministi, è ora di scendere in piazza a sfogare l’ira repressa da troppo tempo. Graziella Poluzzi
www.women.it/umorismo/ (spazio aperto alle donne)

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