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Lettera aperta di Milli Virgilio sul manifesto di Femminicidi, ginocidi e violenza sulle donne

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Care amiche del Centro delle donne, per evitare ogni equivoco, è doveroso precisare la natura di reperto storico dell'immagine riprodotta nell'invito dell'incontro del 17 aprile.

E' un manifesto edito dal" Nucleo Propaganda" fascista nel 1944, è conservato alla Biblioteca civica di Biella e pubblicato a p.91 del volume "L'offesa della razza".
E' scaricabile dal sito del Dipartimento di Discipline Storiche della nostra Università di Bologna, dove è accompagnato da una analisi iconografica assai interessante, che espone bene i motivi per cui ho suggerito quel volantino per il nostro incontro.

Quel che fa riflettere è che purtroppo quel "reperto storico" è tornato oggi tremendamente attuale!!!

E' quanto, del resto, rilevavo nella conclusione dl mio intervento che il Manifesto del primo marzo ha ospitato (pubblicato anche sul Server Donne, ndr): "Tutte queste novità legislative sono intitolate alla sicurezza "pubblica", ma in sostanza riservate ai migranti e alle restrizioni nei loro confronti. Sta qui la chiave di lettura. Per realizzare l'obiettivo di tutelare le "nostre" donne è stato scelto l'approccio contro il migrante, cioè quello contro il differente, costruito come "il nemico" che sporca tutto, strade, case, cose e donne. La coincidenza, fondata sui valori patriarcali, può superare gli schieramenti. Paga sul piano dell'immagine mediatica. Compatta contro un nemico comune e - quel che conta - giustifica scelte autoritarie e illiberali. Cosa importa che produca differenze e esasperi esclusioni! Ma soprattutto non ha nulla a che vedere con la libertà femminile. Anzi riduce la libertà di tutte e di tutti."

Cordialmente
Milli Virgilio
Assessora Scuola Formazione e Politiche delle Differenze del Comune di Bologna

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