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"Donne è bello!" Vale ancora? Per non rendere l'8 marzo un rituale scontato - di Lidia Ravera

on .

Un tot di anni fa alcune fiere avversarie della cultura del lamento, diffusero una frase: "Donne è bello".

Era una risposta collettiva alle madri di allora. Alla loro legittima ma estenuante tristezza, alla loro remissività avvelenata, ai sensi di colpa che, come un virus, ci inoculavano, perché avevamo deciso di non condividere la loro ostinata passività. "Donne è bello" era uno slogan, era un modus vivendi e operandi, era un progetto, una sfida, un augurio per noi stesse, un punto di vista eccentrico, un desiderio, un sogno, un programma politico.

"Donne è bello". Affermativo. Uomo è facile, ma donne è bello. Era l'elogio della complessità, la glorificazione della differenza. Uomo è potenza, ma donne è bello. Era la rivendicazione di quella nostra muscolatura interiore, così magnificamente allenata dalla sofferenza, da renderci forti.

Si, forti, adattabili, resistenti, proprio in virtù di quello che le nostre madri avevano vissuto come un handicap: non essere maschi.

Quel misterioso miscuglio di mestruazioni, gravidanze, invidiapenis, fragilità fisica, voglia di innamorarsi, desiderio di relazione non era più un vulnus, ma un punto di forza.

Quasi quarant'anni dopo, la pensiamo ancora quella frase-bandiera, siamo ancora convinte che "Donna è bello" oppure abbiamo maturato un punto interrogativo?

L'8 marzo, come tutte le giornate dedicate, può essere un rituale scontato, con mazzetti di banalità appassite che passano di mano in mano, oppure un'occasione per riflettere, rilanciare, ripensarsi, prendere le misure di quello che è cambiato e di quello che è rimasto uguale e di quello che è peggiorato.

Proviamo a posare le mimose e a cogliere l'occasione. Donne è bello, col passare degli anni, è diventato una domanda. Proviamo a rispondere.

In dieci righe, via mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
In 140 battute, via Twitter: #donneèbello
Mettiamoci la faccia. Va bene tutto, dall'autoscatto al ritratto.
L'otto marzo lo festeggeremo in rete.
Pensando.

P.s. non dimenticatevi di aggiungere nell'e-mail una liberatoria per poter pubblicare le foto che manderete. Ecco un esempio:
La/Il sottoscritta/o XXXX autorizza L'Huffington Post Italia a pubblicare, nella pagina blog di Lidia Ravera sull' Huffington Post, sue foto inviate a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Fonte: "Donne è bello!" Vale ancora? Per non rendere l'8 marzo un rituale scontato - di Lidia Ravera - L'Huffingtonpost

Commenti   

 
serena
0 #2 serena 2014-04-09 17:42
Donne e` bello e` il titolo di una pubblicazione dell'Anabasi uscita nel 1972 che conteneva una proposta di presa di coscienza politica femminista.
Potete trovarne copie dei documenti e pubblicazioni del gruppo L'Anabasi, nonche` copie dei miei libri ormai fuori stampa.qui
http://serenalucecastaldi.wix.com/femminismo
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Sarà
0 #1 Sarà 2014-03-07 09:23
Peccato sia un progetto palesemente copiato da un altro che è attivo ed online dal 2012. Svegliatevi gente, l'originale è questo: http://www.esseredonne.it/?p=322. Qui tutti a riempirsi la bocca col nome della Ravera, peccato che sia stata solo brava a cercare in internet e copiare un lavoro altrui!
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