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Paestum 2013 :: Adesioni - perché ci sarò di Lea Melandri

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Care amiche, pensavo che i due report dell'incontro di Bologna fossero tali da chiarire che la decisione di un Paestum 2013 è stata condivisa dalle presenti (una settantina circa, di città, generazioni, gruppi e associazioni diverse) sulla base del significato nuovo che gli si voleva dare, perchè non fosse una replica del precedente: cioè il fatto che fossero le "femministe storiche di generazioni diverse" - come le ha chiamate qualcuna per evitare la contrapposizione giovani e anziane - a promuoverlo, scrivere la lettera invito, indicare temi e modalità di lavoro più vicini ai loro interessi, alle loro esperienze.

E' vero, sono comparsi in un primo momento solo i nomi delle firmatarie, e qualcuna, che non era a Bologna, mi ha scritto e telefonato per chiedermi se a Paestum 2013 ci sarebbero state anche le "femministe storiche". Ebbene, sia chiaro: ci saremo in tante, spero tutte quelle che sono venute lo scorso anno e quelle che hanno rimpianto di non esserci state.

Sui contenuti della lettera invito, mi pare ovvio che il problema non è di condividerla in anticipo, quale condizione per partecipare, ma chiedersi se si desidera o meno incontrarsi e discuterla, confrontare percorsi che negli anni si sono differenziati molto, e non solo per appartenenze generazionali. Caso mai, mi chiedo anch'io, come ha scritto Maria Luisa Boccia, come cercare fin dal primo giorno a Paestum, "nessi" tra i tanti temi indicati, per non accentuare la frammentazione nei gruppi di lavoro.

Quanto alla discussione sulla presenza di uomini, propendo anch'io, come le amiche di Femminile Plurale, a pensare che sia prioritario approfondire relazioni tra donne impegnate nel femminismo ma che sono rimaste sconosciute le une alle altre, o ideologicamente contrapposte. Ma capisco anche le ragioni di chi, come Laura Colombo e Sara Gandini, ci tengono che sia riconosciuta la relazione stabilita da anni con uomini di Maschile Plurale, una pratica che, sia pure in forme diverse, accomuna molte di noi, me compresa. Per questo mi sembra che si possa accettare la mediazione che propongono: non l'invito a un confronto di donne e uomini (come c'è stato per esempio a Roma mesi fa), ma la possibilità per alcune delle partecipanti di invitare uomini con cui già hanno un rapporto di scambio, pratica comune. Lo scorso anno non abbiamo impedito a compagni, amici, mariti, di esserci.

Perchè dovremmo chiudere la presenza a uomini che conosciamo per il loro impegno sulle questioni di genere? Ho trovato interessante il fatto che anche Maschile Plurale stia discutendo con opinioni diverse sul senso e l'opportunità di partecipare o meno a Paestum 2013.

Se alle adesioni, che mi auguro numerose, si accompagna fin da ora la discussione sui temi indicati, lo ritengo un buon segnale di riuscita per il nostro incontro in autunno.

Lea Melandri

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