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Paestum 2013 – Report dell’incontro a Bologna del 22 giugno - di Femminile Plurale

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Si terrà a Paestum venerdì 4, sabato 5 e domenica 6 ottobre il prossimo incontro nazionale del femminismo. Questa la decisione cui siamo arrivate nel tardo pomeriggio di sabato 22 giugno, a conclusione dell’intenso incontro, partecipato da più di cinquanta donne, tenutosi a Bologna presso la sede dell’Associazione Orlando, nel Convento di Santa Cristina in via del Piombo 5.

Un nuovo incontro nazionale nasce come seguito di quello tenuto l’anno scorso a Paestum, dove si erano incontrate centinaia di donne da tutta Italia, anche appartenenti a generazioni diverse, che insieme avevano reso possibile l’incontro nazionale, riconoscendosi in un movimento ampio, variegato, indiscutibilmente vivo e anche di difficile convivenza, ma pur sempre un movimento di tutte senza essere specificamente di nessuna, un movimento in cui ognuna può riconoscere la propria specifica copresenza insieme ad altre.

Rispetto ai temi e alle modalità di discussione che caratterizzeranno Paestum 2013 si è optato per una maggiore presa di responsabilità da parte delle generazioni più giovani. Saranno infatti loro a scegliere il titolo dell’evento, a preparare la lettera di convocazione e a coordinarsi con le donne dell’associazione Artemide di Paestum che, dopo l’immenso lavoro dello scorso anno, si sono generosamente rimesse a disposizione di tutte per gestire la parte logistica e organizzativa dell’ospitalità. La lista completa delle adesioni di singole, gruppi, collettivi e associazioni sarà esplicitata nelle firme alla lettera di invito a Paestum 2013, che sarà scritta e fatta circolare il più presto possibile.

Come siamo arrivate a queste decisioni? Nell’incontro di sabato, è emerso che il desiderio di tornare ad incontrarsi a livello nazionale era condiviso. Meno omogenee le motivazioni da cui nasceva questo desiderio: tra queste, il bisogno di conoscersi di persona; la voglia di avere maggiore efficacia; la volontà di superare, una volta l’anno, le frammentazioni e le specializzazioni delle singole e dei gruppi; la necessità di allargare il soggetto, il “noi”, delle donne… Ma l’incontro di Bologna era limitato nel tempo e dedicato a scoprire innanzitutto se il desiderio di incontrarsi di nuovo fosse condiviso. Sulle motivazioni, e su molto altro, avremo modo di confrontarci di presenza a Paestum.

Sulla scelta di Paestum quale luogo in cui convenire invece, c’erano molti consensi ma altrettanti dubbi. Fra le perplessità sollevate, il rischio che tornare a Paestum possa generare una pericolosa “istituzionalizzazione” del femminismo, dando al movimento una compattezza che toglierebbe forza. Il piacere della ritualità – si è ancora puntualizzato – da una parte rende il reincontrarsi confortevole, proprio perché rassicurante nella sua ripetizione, dall’altra parte però minaccia quell’articolazione libera e autonoma che caratterizza il movimento delle donne e che ne costituisce la forza.

Si è inoltre fatto presente come per alcune donne raggiungere Paestum sia faticoso, sia in termini di tempo che di denaro. Anche su questi aspetti l’organizzazione proverà a prestare la maggiore attenzione possibile: innanzitutto comunicando già da ora le date dell’incontro (per permettere alle interessate prenotazioni anticipate, e quindi più economiche, dei biglietti ferroviari) e mettendo a disposizione alloggi a prezzi più bassi rispetto a quelli degli hotel. Altre iniziative di economia condivisa potrebbero essere formulate nelle prossime settimane.

Era stata considerata l’ipotesi di un’altra città, facilmente raggiungibile da Nord e Sud: si è ragionato sulla possibilità di tenere l’evento nei pressi di Roma o subito fuori la Capitale, riscontrandone però immediatamente l’impraticabilità, data l’assenza di una realtà sul territorio che si assumesse i compiti organizzativi. Scartata questa ipotesi, la maggioranza delle presenti ha ritenuto di accogliere il generoso invito dell’associazione Artemide di Paestum, le cui donne si sono offerte di rimettere in moto la macchina organizzativa già testata con successo lo scorso anno. Paestum, se è vero che costituisce una soluzione di compromesso e non ottimale per i motivi sopra spiegati, è però situata in un territorio “marginale”, lontana dai centri istituzionali del potere e inoltre sufficientemente piccola per favorire socialità, incontro e condivisione che una città più grande avrebbe invece ostacolato.

Detto ciò, è stata comunque ribadita la necessità che Paestum 2013 non diventi una semplice ripetizione dello scorso anno, ma si costituisca ed evolva in autonomia, apportando elementi di novità che si andranno a discutere nei prossimi mesi e che riguarderanno in particolar modo:

- l’inclusività dell’evento (come riuscire a coinvolgere maggiormente donne diverse fra loro per condizioni materiali, ambienti di provenienza, età, paesi di origine, storie di militanza e attivismo, e anche donne oggi estranee al femminismo);
- le tematiche trattate (le donne più giovani hanno espresso l’urgenza di affrontare specifici temi – per arrivare a definire anche pratiche comuni);
- una maggior incisività del femminismo, a partire dalla necessità di farne conoscere storia, messaggi e pratiche a un maggior numero di donne in Italia;
- e, infine, le modalità di affrontare i lavori della tre giorni (workshop, seminari, plenarie, etc…).

Questo dunque il report dell’incontro programmatico tenutosi a Bologna in vista di Paestum 2013. A presto dunque per la lettera di invito il 4, 5, 6 ottobre prossimi!

Femminile Plurale

Leggi anche: Perchè è il momento di essere sovversive - appunti di due attiviste verso l’incontro bolognese del 22 giugno. Di Angela Balzano e Marinella Ciullo

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