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Donne, vite, politica: cosa cambia? :: La politica della concretezza del vivere :: UDI Bologna

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Le amiche dell'UDI di Bologna, impossibilitate a presenziare all'incontro del 9 febbraio a Bologna (Donne, vite, politica: cosa cambia?) ci hanno scritto.

Care amiche,

Nel ringraziarvi dell’invito alla giornata del 9 febbraio, siamo dispiaciute di comunicarvi che non saremo presenti per impegni pregressi fuori Bologna e influenze varie di questi giorni. Nell’augurare a tutte voi buon lavoro desideriamo farvi pervenire queste brevi considerazioni sull’oggi.

Come sapete la politica che ha caratterizzata storicamente la nostra associazione ha sempre fatto riferimento alla concretezza del vivere delle donne e oggi questo vivere e’ sempre più’ connotato da difficoltà’ e mancanza di prospettive positive. Difficoltà’ che incontriamo tutti i giorni nell’ascolto alle donne nei punti UDI in cui nuove fragilità’ si affacciano e connotano il mondo femminile nelle varie fasce di età’ dalle più’ giovani alle più’ anziane. Siamo più’ che convinte che oggi la differenza la fanno le donne. Gli uomini hanno ampiamente dimostrato con i loro guasti la non volontà’di cambiamenti sostanziali, anzi hanno consolidato un sistema- malato a tutti i livelli.

In questi anni ci siamo battute per l’affermazione del principio della democrazia paritaria. Il 50e50 non e’ stata una chimera, siamo state nelle piazze a raccogliere firme per dare sostanza a questo principio .La questione del 50% di donne nelle liste elettorali, nelle giunte, nei luoghi decisionali e’ tuttora aperta.. La nostra proposta di legge di iniziativa popolare di sette anni fa nonostante sia ancora senza risposta e depositata nelle cantine del Senato, ha comunque aperto un varco nel muro di gomma della politica in cui donne di partiti, reti di donne si sono inserite costruendo percorsi differenti ma con l’obiettivo comune di avere più’ donne a decidere.

Abbiamo davanti una scadenza elettorale che vede finalmente più’ donne candidate. Noi diciamo che non e’ un caso, che e’ anche frutto del nostro lavoro di formichine della democrazia paritaria. Siamo soddisfatte ? Poco, molto ? NO, non siamo soddisfatte, sono ancora troppe le difficoltà’ e gli ostacoli che incontrano le donne a candidarsi. Difficoltà’ rafforzate appunto da un sistema che dice di voler cambiare e che nel contempo si rigenera a sua immagine e somiglianza.

Aggiungiamo che questa campagna elettorale tutta giocata sui muscoli maschili e’ talmente lontana dalle nostre vite e con l’aggravante che le donne candidate restano invisibili agli occhi dei media. Pur tuttavia continuiamo a ritenere che più donne “dentro” possono rappresentare il valore che porta in sé la differenza che non e’ un concetto astratto ma e’ sostanza e va nutrita di contenuti tutti i giorni. Ed e’ lì “dentro” che la vita delle donne deve fare breccia. Da qui in avanti forse dobbiamo tentare di ripensare a nuovi modi di stare con tutte quelle donne che si mettono in gioco per provare a contribuire a trovare modelli di vita che siano più democratici, solidaristici, includenti dei bisogni di tutte e tutti. E forse anche a patti, piattaforme fra chi è dentro le Istituzioni e le donne, i movimenti le associazioni nel Paese. Ovviamente sempre nella chiarezza dei ruoli, senza perdere le nostre identità, tradizioni e le nostre storie.

Tanti cari saluti
Katia Graziosi UDI Bologna

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