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UDI Bologna :: Violenza degli uomini contro le donne: fatti non solo parole

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Abbiamo assistito in questi giorni a ridosso della giornata internazionale contro la violenza sulle donne a tante manifestazioni pubbliche su tutto il territorio metropolitano volte a sensibilizzare a tutto campo l’opinione pubblica. Inoltre si sono tenute sedute di consigli comunali, convegni di approfondimento del fenomeno violenza, ritenuta da tanti una vera emergenza sociale.

Lunedì pomeriggio noi dell’UDI di Bologna eravamo alla seduta congiunta dei consigli comunale e provinciale e ascoltavamo la testimonianza accorata di una giovane donna che ha vissuto sulla sua pelle violenze e persecuzioni e di come la sua vita sia drammaticamente cambiata, e delle enormi difficoltà a riportare la normalità nella sua vita, come è diritto di tutti! In quel momento i nostri occhi si sono posati ripetutamente e con grande fastidio su un signore, consigliere provinciale e consigliere al Teatro Comunale di Bologna, lì seduto negli alti scranni riservati ai consiglieri. Questo signore e’ stato condannato per “violenza sessuale di minore gravità”con sentenza di primo grado, notizia riportata da La Repubblica il 15 ottobre e ripresa oggi.

Noi donne comuni cittadine, nonché donne UDI, che tutti i giorni siamo in campo per contrastare tutte le forme di violenza e discriminazione che continuano a perpetrarsi sulle donne, siamo rimaste basite, nel constatare che questo signore può continuare ad esercitare le sue funzioni di pubblico amministratore di beni comuni delle cittadine e cittadini nonostante una condanna che lui ritiene riguardi ”solo questioni che attengono al privato”. Per UDI la violenza NON e’ una questione privata e’ questione che interessa tutta una comunità, poiché connota il sistema delle relazioni sociali entro cui viviamo e agiamo tutti i giorni.

Domandiamo a tutti: può un pubblico ufficiale mantenere le sue funzioni nonostante una condanna di primo grado per “violenza sessuale di minore gravità”? NOI DICIAMO NO!

Siamo tutte offese da questo atteggiamento arrogante. Questo signore riceve inoltre compensi pubblici per le sue funzioni, soldi nostri! Chiediamo alla politica di fare fatti, non ci bastano le parole. Questo signore si deve dimettere. Chi ritiene di rappresentare? Le donne di questa comunità? I nostri bambini? I nostri vecchi? Tutti i cittadini onesti che fanno ogni giorno il loro dovere?
Chiediamo vengano subito interrotti l’erogazione dei compensi dovuti e a chi di competenza chiediamo di modificare le norme che consentono ai condannati, anche in primo grado, di rimanere seduti su scranni pubblici.

La politica provveda non stia solo a guardare.
BASTA, vogliamo fatti.

Le donne dell’UDI di Bologna
via Castiglione, 24
Tel e Fax 051.232313
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Bologna, 27 novembre 2012

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