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Riflessioni a partire dall'appello di Lea Melandri e Maria Grazia Campari sul 25 novembre

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Care amiche, ho appena firmato l'appello di Lea Melandri per un 25 novembre "non di ricorrenza". Lo condivido da "politologa" (appellativo che ho accettato perché quasi mai lo si usa al femminile, anche quando, come donne, facciamo politica) femminista e lo ri-lancio.

Tuttavia, come le mie amiche sanno, faccio anche "il" politologo (in attesa che i politici accettino la condivisione); quindi vorrei "contestualizzare" proprio oggi. Può capitare di tutto nel nostro paese, anche se ormai il re dovrebbe essere nudo anche per gli insipienti. Ma la nudità di Berlusconi rivela tutto il disturbo di un ego che in un centro di igiene mentale farebbe pena. La moglie lo aveva definito un malato e le cronache avevano limitato il problema alla compulsività sessuale (da molti maschi ritenuta ancora un vanto). Oggi la patetica volontà di guardare in faccia "i traditori" che potrebbero negargli la fiducia rivela la radice della malattia: l'ossessione di potere rimasta infantile appare folle smania possessiva di dire di ogni cosa - il governo della repubblica o il corpo di una donna - "è mio, lo compro, ne faccio quello che voglio".

Anche su questo dobbiamo riflettere, uomini e donne: le radici del potere resteranno paradossalmente innocue finché non recupereranno il senso dei corpi. La prostituzione di troppi "eletti dal popolo" turba e sconvolge ormai il senso stesso delle istituzioni (del senso morale non parliamo neppure): ma qualche riscontro di genere va fatto a partire dal privato. Speriamo che anche molti uomini si fermeranno a pensare il 25 novembre...

Link: l'appello di Lea Melandri e Maria Grazia Campari

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