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Domenica 10 Luglio, Siena. Raffaella Lamberti per Unite Diverse Libere

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Segnaliamo l’intervento di Raffaella Lamberti a Siena perché contiene elementi in seguito discussi in rete. Per Arendt gli inizi sono molti e la realtà è plurale. Perché l’avvio di un processo dovrebbe vanificare altri inizi e processi? Perché l’affermazione di un percorso dovrà significare automatico disconoscimento di altri percorsi? Non si tratta di stabilire monopoli, né primazie ed esclusività, ma di costituire una rete solida e stabile a partire da un evento, il 13 febbraio, che ha visto notevole partecipazione e sollevato desideri notevoli. Dipenderà dall’autonomia e orizzontalità della rete che si va a costruire e dal radicamento e invenzione dei nodi che la costituiranno se il processo sarà sensato e utile a tutte.

A Bologna il 13 febbraio è stato organizzato al Centro delle donne, che ha gli anni per essere stato protagonista a Siena, nel 1986, del più importante incontro dei cento e cento luoghi di donne nati dal femminismo degli anni settanta.
RADICAMENTO e continuità, quindi.

Ma il gruppo che organizza il 13 febbraio e arriva in una Piazza Maggiore vietata grazie a una presenza travolgente – 50.000? / 70.000? donne e uomini – ha caratteri di novità: tiene insieme chi già ha elaborato saperi e pratiche e chi comincia adesso. Una ripartenza, un NUOVO INIZIO.

UNITE DIVERSE LIBERE: singole, gruppi informali, associazioni annose e nuovissime; femministe e lesbiche; donne di sindacato e di forze politiche che si richiamano ai movimenti di donne; giovani e non giovani, migranti e native, laiche e credenti che abitano spazi fisici o virtuali comuni o vivono in casa.

Il 13 febbraio un popolo di donne ha offerto uno SPAZIO SALVO a tutti. La autorevolezza e la credibilità femminili hanno offerto il modo per dire basta in un paese dove il ceto politico e la politica politicante non ci rappresentano.
Adesso SNOQ ci chiede di costruire insieme, trasversalmente, un paese desiderabile e vivibile per le donne. In merito alla proposta di una relazione stabile e di una RETE NAZIONALE oggi in discussione, metto all’attenzione 3 punti:
  • - Se abbiamo a cuore la ricchezza, le differenze, la polifonia delle voci non stiamo cercando un minimo comune denominatore, ma il massimo di AUTONOMIA, di RIFLESSIVITÀ e di RESPONSABILITÀ DIFFUSE. I NODI LOCALI della rete possono e devono lavorare sulle vocazioni, le riflessioni, i temi che li ispirano, motivano - così può nascere invenzione - e tenersi in contatto faccia a faccia e online a livello nazionale.
  • - Se CORPI e MENTI di DONNE devono avere CITTADINANZA, se Antigone deve entrare nella polis, un processo già in atto da tempo, non si tratta di questa o di quella rivendicazione, ma di una VISIONE che nessuno al posto nostro può mettere in campo. Nessuno al nostro posto può suggerire come uscire dal lavoro non pagato delle donne o dai vincoli posti alla riproduzione assistita con la legge 40, per nominare solo alcune questioni di cui qui si è parlato. Noi sole possiamo costruire l’AUTORAPPRESENTAZIONE e la RAPPRESENTANZA che ci riguardano e metterle in gioco senza deleghe nel rapporto con donne della politica istituzionale. È annosa la questione del rapporto tra donne dentro/fuori le istituzioni. Qualcuna indicava la centralità dei saperi e la necessità del rapporto tra donne dentro/fuori le università. Occorrono nuove sedi e modalità per tali rapporti. Il momento politico è critico in ordine a tutte gli spazi della rappresentanza. Chi ha contribuito fortemente al farsi strada di visioni legate ai beni comuni e al realizzarsi del quorum nei referendum, ad esempio, conosce e rappresenta quelle posizioni. Non c’è chi dalle istituzioni possa prendere il loro testimone. Si tratta piuttosto di riferirsi e rafforzarsi alla pari le une le altre quando ve ne sia il senso e la volontà.
  • - Se vogliamo arrivare ad AZIONI COMUNI EFFICACI, la questione dei tempi e delle coalizioni è centrale. Ve ne sono di pronte - come la posizione da prendere subito contro una finanziaria misogena - e altre che sono da costruire: con desiderio e determinazione si può fare.
Si tratta di un processo, un PROCESSO COSTITUENTE. In esso potranno esserci CONFLITTI, tra noi della società civica e con loro delle istituzioni. ma esistono nuove strade per l’ascolto attivo, per il confronto creativo, per le soluzioni innovative. E molte donne capaci di percorrerle.
Sono venuta con fiducia, riparto con certezza.
Grazie alle amiche di DI NUOVO per la tempestività con cui hanno colto il momento e la dedizione con cui hanno organizzato tutto questo.

Raffaella Lamberti

Commenti   

 
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0 #1 8 ball pool cheats 2017-08-18 17:52
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