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La nostra sfida alla politica di Annamaria Tagliavini

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Ciò che abbiamo visto accadere a Siena in questi giorni costituisce un vero spartiacque nella storia del movimento delle donne italiane che ha certamente una lunga storia alle spalle, ma che ha ritrovato oggi l’occasione di una rinascita, tenendo insieme vecchio e nuovo, passato e presente in una magica alchimia.

Nelle due intense giornate trascorse abbiamo ascoltato uno straordinario insieme di esperienze, un mosaico di voci che raccontavano un paese sconosciuto: il paese delle donne italiane. Un paese lontano anni luce da quello in cui siamo costrette a vivere quotidianamente con affanno, come testimoniano i numeri dell’ISTAT, ma distante anche dalla tempesta di immagini e parole che mal ci rappresentano ogni giorno.

A Siena le donne si sono “contate” e “riconosciute”, si sono date una grande forza cercando di mettere soprattutto a fuoco una visione comune, pur senza nascondere differenze che non spaventano, ma sono anzi elemento di ricchezza. Credo si sia trattato davvero di un momento costituente, l’avvio di un processo per trasformare finalmente critiche, denuncie e frustrazioni in un’occasione di vero cambiamento. Un'occasione non solo per le donne ma per lo stesso sviluppo del paese di cui le donne sono una risorsa sostanziale.

Ma questo salto di qualità nell’azione non potrà realizzarsi senza una forma organizzativa e la proposta formulata dalle organizzatrici, ripresa da molti interventi c’è già: una rete, virtuale e reale, incardinata nei tanti nodi costituiti da associazioni, comitati e singole che insieme vogliono agire trasformando le riflessioni in fatti concreti.

Una rete inclusiva, accogliente, agile per muoversi con tempestività sulle scadenze concrete, ad esempio la nuova legge finanziaria che penalizza fortemente il sistema di welfare e con esso soprattutto le donne richiede una forte presa di posizione. Ma una rete capace anche di agire sul medio e lungo periodo con la proposta di un’agenda politica delle donne italiane su cui chiamare al confronto le forze politiche, economiche e le istituzioni. Una sorta di lista della spesa di ciò di cui le donne italiane hanno davvero bisogno ora per vivere in un paese adeguato al loro talento e al loro potenziale. Una lista di ostacoli da rimuovere sul terreno del conflitto esistente tra lavoro di cura non retribuito e lavoro extradomestico. Un lungo elenco che abbiamo appena cominciato a scrivere insieme proprio qui a Siena e i cui primi punti sono il congedo parentale obbligatorio per i padri, l’abolizione del sistema delle dimissioni in bianco in caso di maternità, ma anche l’obiettivo del 50 e 50, cioè di una legge che garantisca una responsabilità condivisa in tutti i luoghi decisionali.

Insomma ciò che è accaduto a Siena è un passo decisivo verso il farsi di una nuova aggregazione che non vuole diventare partito, ma che porta con se' una forte domanda di politica capace di rispettare le diverse esperienze e in grado di interloquire con partiti e istituzioni. Un nuovo patto tra donne su obiettivi condivisi, fatto di ascolto e scambio. Dalla grande manifestazione del 13 febbraio in poi non è solo “cambiato il vento” nel paese ma è cresciuta un’enorme aspettativa di cambiamento che si aggiunge alla gioia, ogni volta, dell’essere insieme per rilanciare un grande e forte movimento delle donne organizzato che sappia diventare un interlocutore autorevole e vincente sulla scena politica italiana.

Annamaria Tagliavini - L'Unità - 11/07/2011

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