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Coordinamento donne per l’autodeterminazione: No agli scambi politici sul corpo delle donne

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Riceviamo e volentieri pubblichiamo il documento del Coordinamento donne per l'autodeterminazione - Osservatorio donne sulla salute in riferimento alle cosiddette "Case della Salute" ipotizzate dal Direttore generale dell' Ausl di Bologna, che riteniamo siano un altro modo per eliminare i Consultori e il loro ruolo, creando strutture senza una vocazione precisa. Il documento spiega quale sarà la situazione con le nuove disposizioni.

Riteniamo che il progetto delle cosiddette “Case della Salute” ipotizzate dal Direttore generale dell’ Ausl di Bologna, sia un altro modo per eliminare i Consultori e il loro ruolo, creando strutture senza una vocazione precisa e pertanto le respingiamo al mittente!

NO alla cancellazione dei consultori come luoghi di autodeterminazione delle donne rispetto alla salute sessuale e riproduttiva!

NO alla chiusura dei pochi consultori rimasti!

NO alla prenotazione attraverso il CUP! SI’ alla riqualificazione dei consultori come luoghi di accesso diretto e anche di accoglienza per tutte le donne native e migranti, in cui si eserciti la promozione di maternità e paternità consapevole e responsabile anche per ciò che attiene alla contraccezione a partire dalle e dagli adolescenti.

NO ai consultori trasformati in ambulatori specialistici,ma luoghi delle donne non per le donne

NO alla presenza di obiettori tra il personale medico e infermieristico, per funzionare al meglio i consultori devono essere gestiti da personale rispettoso della legge!

NO all’attribuzione dei consultori al servizio materno-infantile. Non siamo solo madri, siamo prima di tutto donne che considerano la maternità una scelta non un destino!

NON vogliamo che siano uomini, rappresentanti delle istituzioni che ancora il genere maschile detiene per la maggioranza anche in questa regione, a decidere su servizi che riguardano essenzialmente le donne

LA BEFANA DELLE DONNE PORTA IN DONO ALL’AUSL l’annuncio dell’apertura di una stagione di lotte in continuità con la mobilitazione contro la chiusura del Consultorio Mazzacorati, proseguita contro l’ingresso del S.A.V. nel Consultorio di Zola Predosa e ad oggi con la raccolta di firme contro la chiusura del Consultorio Carpaccio.
In questi anni non abbiamo mai abbassato la guardia, promuovendo iniziative e manifestazioni in difesa e per l’applicazione della Legge 194, per la RU 486 e la pillola del giorno dopo e contro la violenza sulle donne che si esprime in varie forme tra cui anche quella di prendere decisioni sulla nostra pelle.

Chiediamo di essere ascoltate in merito a queste questioni e comunque non esiteremo a ricorrere a tutte le istituzioni che possano tutelarci come soggetti che pagano le tasse e che hanno lottato a suo tempo per l’istituzione dei consultori, servizi che oggi si stanno snaturando rispetto alla legge istitutiva del 1975.

Coordinamento donne per l’autodeterminazione
Osservatorio donna sulla salute

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