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Raccolta firme per chiedere l'asilo politico per M., giovane attivista camerunense

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M. è una giovane donna camerunense che si trova nel nostro paese in attesa di ottenere asilo politico. L'Associazione Orlando lancia una raccolta firma per chiedere che M. venga accolta in Italia, possa essere curata, ricominciare a vivere e ricongiungersi con le sue bambine e sua madre. Per aderire, inviare una mail a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Leader giovanile del principale partito di opposizione al governo in carica da 25 anni (il Fronte Democratico Sociale), è stata catturata da un gruppo di militari e picchiata con il padre e il fratello, ugualmente impegnati nello stesso partito, dopo un importante comizio in cui invitava le donne ad iscriversi alle liste elettorali per esprimere il proprio voto nelle imminenti elezioni. Si trattava di un atto politico particolarmente significativo, perché in Camerun il voto degli aventi diritto che non si iscrivono alle liste elettorali viene attribuito ex lege al partito al governo. Davanti al padre e al fratello, è stata ripetutamente violentata e torturata fino a perdere conoscenza a causa di una grave emorragia. Ha trascorso la notte in un centro di detenzione insieme a loro in stato di semincoscienza. All'alba padre e fratello sono stati uccisi davanti ai suoi occhi, mentre lei è stata trasportata in una struttura sanitaria attigua da cui è stata rilasciata 75 giorni dopo. Al suo ritorno a casa ha trovato la propria abitazione bruciata, la madre rifugiata in un luogo segreto di cui non è a conoscenza, le due figlie piccole ricoverate in un collegio grazie all'intervento di un leader religioso della sua comunità. Ancora grazie all'intervento di questo religioso, ha raggiunto fortunosamente l'Italia, dove ora si trova in attesa di ottenere asilo politico.

Una sentenza del tribunale di Torino, in primo grado, le ha negato qualunque forma di protezione e, se sarà confermata, M. dovrà essere reimpatriata immediatamente, interrompendo le cure urgenti di cui ha bisogno per le conseguenze delle violenze subite in Camerun. Il giudice che ha firmato questa sentenza non trova credibile che M. abbia passato la notte con i propri congiunti invece di esserne immediatamente separata, che non sia stata uccisa come gli altri, e ne deduce che le violenze certamente subite (di cui esiste ampia e inoppugnabile documentazione medica) non siano in alcun modo correlate al suo impegno politico. Quindi, per lei rientrare in Camerun non comporta nessun rischio. Senza tenere conto dei rapporti di Amnesty International in cui da tempo viene segnalata la crescente violenza politica diretta contro gli oppositori del presidente Biya in un paese solo formalmente democratico, e senza aver condotto nessuna verifica in tal senso, il giudice rimarca che sul sito del Ministero degli Esteri “Viaggiare sicuri” il Camerun non viene considerato un paese a rischio. In ogni caso non per i turisti occidentali.

A noi appaiono invece del tutto chiare le ragioni per cui a M. deve essere concesso asilo politico nel nostro paese. Perché lo stupro è stato ed è – come espressione di una cultura che vede il corpo delle donne come campo di battaglia e oggetto di uso e abuso maschile – un'arma politica. Così è stato utilizzato per esempio in Bosnia, di cui Chiara Valentini in quegli anni scriveva: “E' proprio la diversità del corpo femminile che è stata assunta come bersaglio di offesa”. Caro Giudice, M. doveva subire quello che ha subito, vivere e raccontarlo perché fossero chiari i rapporti di potere e le conseguenze del proprio agire politico in prima persona, come donna. Doveva essere annullata nella propria corporeità e nel suo profondo legame con la sessualità e la riproduzione, che per una donna, in questa concezione, rappresentano più della morte e della semplice soppressione fisica.
Negare asilo politico a M. significa disconoscere la specificità della violenza politica da lei subita.
Chiediamo che il tribunale di secondo grado tenga correttamente conto della situazione politica in Camerun e della riflessione sulla violenza contro le donne e sul suo preciso legame, in molti contesti, con la guerra e la lotta politica.
Chiediamo che M. venga accolta in Italia, possa essere curata, ricominciare a vivere e ricongiungersi con le sue bambine e sua madre.

Bologna, 5/12/2010

Per aderire all'appello, inviare una mail a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Associazione Orlando, Bologna
Centro Documentazione delle Donne di Bologna
Associazione MondoDonna Onlus, Bologna
Associazione Comunicattive, Bologna
Associazione SOS Donna, Bologna
Associazione Donne in Nero, Bologna
Rappresentanza dei Cittadini Extra UE Comune di Ravenna
Associazione culturale Hortense, Bologna
Gruppo di Lettura San Vitale, Bologna
Associazione Etichette Stupide, Bologna
A.D.D.A Associazione Donne Dall'Altrove, Cesenatico (Ravenna)
ArciLesbica, Bologna
ArciLesbica Nazionale
Associazione Senzaconfine, Roma
Associazione Annassim – Donne native e migranti delle due sponde del Mediterraneo, Bologna
Associazione Armonie, Bologna
UDI Bologna
Associazione Donne in cammino per la famiglia, Mercato Saraceno (Forlì-Cesena)
Tavola delle donne sulla violenza e sulla sicurezza nella città, Bologna
Cs TPO, Bologna
Sportello Migranti- Scuola di italiano Tpo, Bologna
Associazione Trama di Terre, Imola
Associazione Crossing - generazioni creative, Bologna
Associazione Il Ventaglio, Bologna
Agorà dei Mondi, Bologna
A.M.A.BO Associazione di Auto Mutuo Aiuto, Bologna
Fuoricampo Lesbian Group, Bologna
Stefano Cò, Presidente C.P. Arcigay del Trentino "8 luglio"
Associazione LIFE, Ravenna
MIT, Movimento d’Identità Transessuale, Bologna
Casa delle donne per non subire violenza, Bologna
Associazione Lhub , Bologna
Laboratorio Smascheramenti, Bologna
Associazione Antagonismogay, Bologna
Associazione Takku Ligey, Ravenna
Rete SIM – Scuole di Italiano Migranti di Bologna
Associazione Aprimondo Centro Poggeschi, Bologna

Alessandra Angelini, Bologna
Paola Zappaterra, Bologna
Antonietta Cozza, Bologna
Irene Gregis
Gaia Gregis
Pierluigi Gregis
Nadia Passerini
Federica Fabbiani
Maria Gioia Tavoni, insegnante in pensione
Maria Elvira Bargossi, insegnante in pensione
Bruna Sbrighi, Cesena
Paola Pierantozzi
Taschin Maria Antonietta, Padova
Sergio Mondin
Ornella Erminio
Marcella Sanna
Sandro Cherenti
Dina Pieraccini, Ravenna
Silvia Radicioni, Bologna
Fulvia Dinella
Enrica Petruzzi
Lucille Micheletto, Bologna
Alessandro Balducci, Ravenna
Maria Teresa Cassini, Bologna
Maria Paola Patuelli, Ravenna
Milena Pacchiotti, Ravenna
Cristina Comperini, Bologna
Annamaria Vassalle
Lella Di Marco, Bologna
Alessandra Lazzari, Bologna
Maria Assunta Mini, Algeri/Forlì
Elisabetta Lodoli, Roma
Raffaella Lamberti, Bologna
Elena Acuti, Firenze
Francesca Molfino, Roma
Giancarla Codrignani, Bologna
Sabina Laetizia de Waal, Scarperia
Elda Guerra, Bologna
Nicoletta Poidimani
Massimiliano Ferraro, Bologna
Tiziana Salmistraro, Roma
Agnese Portioli
Maria Grazia Grotta, Palermo
Teresa Degenhardt
Katia Zanotti, Bologna
Lucia Gonzo Lausanne, Switzerland
Emiliano Vesce, Bologna
Giovanna Brondino, Faenza (Ravenna)
Roberta Angelini, Ravenna
Massimo Casadei, Ravenna
Manuela Negrini, Ravenna
Fadila Bakadour, Forlì-Cesena
Grazia Negrini, Bologna
Giovanna Gozzi, Bologna
Federico Ferrari Bravo, Padova
Maria Kyncl, Carole (Venezia)
Giovanna Visintin, Ravenna
Lorenzo Bernini, Verona
Daniela Rocca, Bologna
Cinzia Russo, Bologna
Patrizia Rampioni, Bologna
Blagovesta Guetova, Bologna
Stefano Cò
Valentina Quaini, Bologna
Maria Paz Venturelli Cea, Bologna
Marisa Iannucci, Ravenna
Giovanna Casciola, Bologna
Gerardo Fulginiti, Bologna
Serena Boeri, Milano
Katia Graziosi, Bologna
Maddalena Marzullo, Milano
Lilia Delledonne, Alseno (Piacenza)
Antonietta Dicorato , Bologna
Flavia Branca
Diego Puccio
Marco Porru - Cagliari
Caterina Lizzano, Roma
Marina La Farina, Catania
Lucia Giansiracusa, Milano
Simona Cusimano, Bologna
Valèrie Maccarelli, Bologna
Chiara Costantino, Bologna
Irene Torre, Lucca
Roberto Morandi, Gallarate (VA)
Carmela Sacchetti
Maria Panza, Bologna
Luisa Bordiga, Milano
Roberta Cavina, Bologna
Marianna Ferraro
Barbara Sorgono, Bologna
Davide Mensa, Roma
Luisa Marchini
Marco Maggiori, Padova
Sabrina Di Lenardo - Udine
Pier Giorgio Sacchetti, Ravenna
Massimo Lambertini, Bologna
Guiducci Tania
Elena Romanello, Torino
Gabriella Friso, Lecco
Anna Maria d'Andrea, Cosenza
Roberto Nasci
Carla Marulo, Bologna
Angela Mancini, Isola del Liri (Frosinone)
Serena Simoni, Ravenna

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