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Referendun PMA: Intervista a Roberta Agostini del comitato romano per il Sì

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Mentre in Spagna la camera bassa del parlamento approva i matrimoni tra omosessuali, l’Italia ha bisogno di tornare alla stagione referendaria per difendere diritti e libertà personali. Una stagione referendaria che, dopo la raccolta delle firme, oggi riparte con la costituzione del comitato romano per l’abrogazione parziale della legge 40.

Comitato per il Sì ai referendumStesso giorno per due iniziative lontane, eppur contigue, perché animate dallo stesso spirito, bandire la pervasività della morale cattolica nelle scelte personali. L’incontro di presentazione del Comitato, svoltosi alla Casa Internazionale delle donne, è stato moderato da Chiara Valentini, giornalista dell’Espresso; ed ha visto la partecipazione di un ampio parter di relatrici/ori.

Due le chiavi di lettura fornite, la prima individua nella campagna all’astensione, lanciata dal cardinale Ruini, “una scelta sleale per riaprire uno scontro tra laici e cattolici”, come ricorda Carlo Flamigni, docente universitario. L’alta chiave interpretativa per affrontare i prossimi giorni di campagna referendaria mira ad evitare il rischio di muoversi lungo percorsi dialettici che non inquadrano la natura delle legge ma provano unicamente a seminare panico e confusione.

“Una tecnica che, ricorda Loredana De Pretis dei Verdi, la Chiesa ha imparato bene; invito al non-voto, da una parte, e profilo basso sui temi per evitare che se ne parli, dall’altra”. Un dibattito vivace che si è interrogato anche sulle prossime iniziative che il comitato dovrà promuovere e organizzare, provando a rompere il muro di silenzio dell’informazione. Sul ruolo della Rai si è soffermata Giovanna Melandri, parlamentare dei Ds, che ha ribadito il suo impegno in commissione vigilanza per evitare l’oscuramento sul tema.

Presente all’incontro anche Roberta Agostini, rappresentante del comitato per il sì, che abbiamo intervistato per chiarire le prossime iniziative e le sensazioni, alla vigilia di questa complessa campagna referendaria.

Quali le conclusioni si possono trarre dall’incontro odierno?
“Il dibattito di questa mattina ha creato le condizioni per un’ alleanza tra società civile, mondo scientifico e mondo politico per affrontare al meglio questa campagna referendaria. Bisogna, innanzitutto, evitare lo scontro tra cattolici e laici, ma inquadrare la questione intorno alla difesa delle libertà personali, che non possono essere normate da nessuno, questo punto dovrà essere al centro delle nostre iniziative”.

L’elezione del nuovo papa, a suo avviso, avrà un ruolo nell’esito del voto referendario?
“Alcune parti della gerarchie cattoliche hanno fatto appello al non voto, il nostro , invece, è un appello al voto perché le questioni in gioco sono questioni legate alla vita delle persone, alla salute delle donne, alla cura di malattie. Il nostro è un appello al buon senso, i cittadini devono votare , tracciando una distinzione tra i principi religiosi e quelli attinenti la propria esistenza”.

Come giudica l’atteggiamento della Ministra delle pari opportunità sulla questione referendaria?
“La ministra è silente ma la sua indicazione di voto( orientata al sì) ci solleva, certamente avrebbe potuto assumere una posizione più forte quando questa legge fu varata e votata, dalla sua maggioranza. Noi siamo contente che dalle parti del centro destra si levi un ‘ articolazione di posizioni che appoggiano la nostra battaglia”.

Quali saranno le prossime iniziative?
“Partiremo con un volantinaggio alla Stazione Termini dalle 18 alle 20, dove sarà allestito uno stand, una sorta di presidio permanente. Il 25 aprile, inoltre, parteciperemo alla manifestazione a Roma, in occasione della quale distribuiremo i nostri volantini. In ultimo siamo sempre disponibili per informazioni e materiali presso la sede del comitato nei pressi di Piazza Vittorio e al sito www.comitatoreferendum.it.

(Delt@) - Nello Trocchia

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