Utilizzando il nostro sito web, si acconsente all'uso dei cookie anche di terze parti.


Referendum Procreazione Medicalmente Assistita: si vota il 12 e il 13 giugno

on .

Il Governo ha fissato per domenica 12 e lunedì 13 giugno le date per i referendum sulla procreazione assistita. Come riferito dal ministro dell'Interno Giuseppe Pisanu, il governo ha fissato la data per il secondo fine settimana di giugno per "eliminare l'impatto negativo sull'anno scolastico" che chiude prima, ed "evitare il ponte del 2 giugno che certamente potrebbe distrarre i cittadini".


 Referendum Procreazione Medicalmente Assistita Sfuma così la data del 29 maggio, richiesta dai promotori dei Referendum, nonostante le dure repliche di ieri alle argomentazioni di Carlo Giovanardi, ministro per i Rapporti con il Parlamento, secondo cui le elezioni amministrative di fine maggio in Sicilia impediscono la consultazione referendaria.

Impossibilità contestata da Antonio Del Pennino e Lanfranco Turci, rispettivamente presidente e tesoriere del Comitato promotore dei referendum sulla procreazione assistita, che hanno definito pretestuose le argomentazioni di Giovanardi. “Non esiste alcuna disposizione legislativa che impedisca l'abbinamento tra referendum ed elezioni amministrative – hanno precisato Del Pennino e Turci. Quanto alle argomentazioni sulle ragioni tecniche che non consentirebbero l'abbinamento, va rilevato che si tratta di impedimenti superabili con un semplice decreto”.

Ma, ha spiegato oggi il ministro dell’Interno, per l'emanazione di un decreto legge "non c'è la necessaria unanimità politica, né tra le forze di maggioranza né tra quelle di opposizione". Essendo state consultazioni riservate, non è emerso alcun dettaglio su quali siano state le forze politiche di opposizione contrarie ad anticipare il voto.

"Una scelta antidemocratica ed arrogante", secondo Tiziana Valpiana (Prc) e Katia Zanotti (Ds). Le due parlamentari, che fanno parte del comitato nazionale per il referendum, sostengono che la scelta del governo impedisce l’espressione del pronunciamento popolare contro una legge che nega alle donne la libertà di ricorrere alla scienza per avere figli e nega la libertà della scienza, promuovendo, nel contempo, la cultura dell’astensionismo divulgata dalla gerarchie ecclesiastiche. “Il governo ha gettato la maschera – ha aggiunto Tiziana Valpiana – ed ha fatto una scelta politica grave che ”. Un altro, evidente segno di debolezza di questo governo, che ha paura del pronunciamento popolare.

“Finalmente il Governo ha pontificato sulla data del Referendum tirando fuori dal cappello uno dei tanti giochini di prestigio utilizzati maldestramente per continuare a tenere il comando di un Paese che non lo riconosce più” – ha affermato Elettra Deiana (Prc). “Sarà una domenica di metà giugno in un’atmosfera oramai prevacanziera sperando così, per non vedere ripetuta la batosta che i cittadini e le cittadine gli hanno inflitto con i risultati delle regionali, in un clima di smobilitazione estiva. Un atto di debolezza e allo stesso tempo di arroganza e di prevaricazione nei confronti della volontà di migliaia di cittadini e cittadine che questo referendum lo hanno voluto sottoscrivendo i quesiti con i quali abolire le parti più repressive della legge 40”.

Sulla stessa linea il commento di Barbara Pollastrini (Ds) secondo la quale “il governo sa che una larga consultazione popolare sancirebbe la vittoria dei sì e reagisce con una manovra intesa a ostacolare un grande coinvolgimento al voto. Ma certo c'è poco da attendersi da una maggioranza e da un Presidente del Consiglio che tutto fanno tranne ascoltare le persone”.


Leggi anche:
Il dossier de La Repubblica on line
Il Comitato per il sì ai referendum

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna