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Corpus domina: una polemica senza fondamento. Di Giancarla Codrignani

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Care amiche, sono stata fuori e non ho potuto mandare una lettera tempestiva ai giornali per i discorsi impropri che sono stati fatti a proposito della quarta edizione di Soggettiva che portava il titolo "Corpus Domina".

Tralascio l'ovvia citazione dei diritti di libertà; volevo, invece, sottolineare che c'è troppa gente che intende riportare in auge il latino, ma lo ignora. Certamente l'eco mentale ricorda il "corpus Christi", ma la malizia allusiva può esser consentita anche da un religioso, solo che pensi alla traduzione di un l'imperativo: "domina sul corpo" (delle donne, chiaramente) fa esplicito riferimento alla violenza di certo potere maschile che si appropria - a partire dall'immagine - del corpo delle donne.

Rappresenta, dunque, un'affermazione (perfino morale) di condanna degli abusi che vengono inferti al genere femminile. Ad essere iperfemministe verrebbe anche da pensare ad un corpo come soggetto femminile che ha diritto di essere domina per disporre di sé e insegnare ad altri. Comunque la cultura di Soggettiva potrà anche non essere devota (d'altra parte le donne sanno che le religioni sono sessiste), ma chi in Curia si è risentito conosce male il latino.

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