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ANNASSÎM: per l'uccisione di Sanaa non bastano le lacrime né l'indignazione

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Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa di ANNASSÎM - Donne native e migranti delle due sponde del Mediterraneo - sull'uccisione di Saana.

Siamo profondamente addolorate per la morte della giovane donna marocchina uccisa dal padre, come lo siamo per tutti i femminicidi che avvengono in ogni parte del mondo:
ancora una volta abbiamo la conferma che la violenza continua ad abbattersi sul CORPO DELLA DONNA, SEMPRE CONTESO DAL POTERE, sia esso rappresentato dal maschile, dalla politica, o dalle chiese.

In questo triste evento non c’entrano la cultura islamica, il presunto fanatismo musulmano o tutti quegli elementi tesi a giustificare l'islamofobia e atteggiamenti razzisti, ma dinamiche interne ai processi migratori di uomini e donne, i quali, spostandosi dal paese di origine, portano con sé comportamenti, abitudini, pensieri e stili di vita che difficilmente riescono a cambiare o a trasmettere ai figli. Figli che, nati e cresciuti in Italia, sono culturalmente più simili ai loro coetanei nativi che ai genitori.

Da tale elemento nasce il conflitto, che è sia culturale che generazionale.

Il prezzo da pagare è altissimo, soprattutto per le figlie femmine, viste come depositarie della propria tradizione culturale e salvaguardia della “comunità-famiglia” - ma il dolore e la pena sono anche dei genitori, e di noi tutti.

Genitori e figli/e sono soli, in una realtà non accogliente: non hanno avuto il tempo di elaborare il proprio vissuto e di conoscere bene il mondo che li circonda.
Su questa solitudine va inserita con urgenza l’azione della politica, con una mediazione culturale diffusa e preventiva, che faciliti il contatto con la cultura locale, fornendo strumenti di conoscenza e di decifrazione del reale.

A noi associazioni di donne compete la responsabilità di lavorare politicamente per questo obiettivo, donne native e migranti assieme, con interventi mirati di gruppi genitoriali - di uomini e donne - a sostegno di un'azione pacifica di supporto alle famiglie, di acquisizione di consapevolezza di ragazze e ragazzi, di appropriazione di strumenti comunicativi per affrontare il disagio e l'emarginazione culturale e sociale.

Le donne di Annassîm

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