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Casa delle donne di Bologna: combattere la cultura dello stupro

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Lo scorso sabato, 14 febbraio 2009, tre ennesimi stupri hanno nuovamente fatto salire il drammatico conteggio delle violenze che si consumano quotidianamente sulle donne in Italia. Un San Valentino molto lontano dalle immagini sdolcinate trasmesse in TV.

Invece di dolci e omaggi floreali – denunciano dalla Casa delle donne per non subire violenza Onlus - tre giovanissime donne, due poco più che bambine, hanno ricevuto l'offesa e la ferita più brutali che una donna possa ricevere.

Bologna, la nostra città, è stata il teatro di una delle tre violenze. Alla giovane ragazza bolognese, e alle altre due donne vittime delle violenze, vanno il sostegno e la solidarietà di tutte noi operatrici e volontarie della Casa delle donne per non subire violenza. Nel 2008 ben 490 donne ci hanno chiesto aiuto; in 70 hanno riportato di aver subito violenza sessuale. Tutte loro, rivolgendosi al nostro centro, hanno superato il primo, gigantesco ostacolo che una donna che ha subito violenza incontra sul suo percorso: il silenzio.

Solo il 4% delle violenze subite viene denunciato (Istat 2006). La paura di ritorsioni o di essere giudicate, la vergogna, le difficoltà legate al vincolo affettivo che spesso lega la vittima all'uomo violento contribuiscono a isolare le donne in una reticenza dolorosa. La nostra, come quella di tutti i centri anti-violenza, è una lotta quotidiana per rompere il silenzio, restituire alle donne fiducia in loro stesse, convincerle che la violenza è un problema dell'uomo che la agisce e non una responsabilità della donna che la subisce.

E' necessario inoltre ribadire che:

1. Lo stupro è un crimine e come tale va trattato: troppo spesso l'autore della violenza rimane impunito e la mancata sanzione equivale a reiterare la violenza sulla donna che l'ha subita.
2. Lo stupro è un crimine contro la persona: accade spesso, e negli ultimi mesi sempre di più, che le donne che subiscono la violenza diventino oggetti nelle mani della politica, usate per alzare i toni dello scontro e giustificare azioni xenofobe. Vengono stuprate donne belle e brutte, giovani e vecchie, povere e ricche: la violenza non riguarda solo "le belle ragazze italiane", come ha affermato il nostro premier, ma tutte le donne, così come gli uomini violenti appartengono a tutte le classi sociali e nazionalità. Non più persone ma strumenti, le donne vittime di stupro si vedono annullate ancora e ancora.
3. La violenza sessuale in Italia è un crimine perpetrato frequentemente, e non occasionalmente, a danno di tantissime donne. Secondo la recente indagine Istat del 2006, quasi cinque milioni di donne subiscono violenza sessuale, ovvero stupri, tentati stupri, molestie fisiche sessuali e altre attività sessuali degradanti e umilianti, rapporti non desiderati ma subiti per paura delle conseguenze.
4. L'autore della violenza spesso ha un volto familiare: il 69,7% degli stupri è opera di partner, il 17,4% di un conoscente e il 6,2% di estranei (Istat 2006).

Dopo i militari nelle strade ("ce ne vorrebbe uno per ogni bella ragazza italiana"), adesso sentiamo parlare di raid razzisti, castrazione chimica, ronde punitive organizzate da giovani uomini italiani al grido di "difendiamo la nostre donne dagli stranieri!". Ebbene, tutto ciò non può che continuare a offendere le donne: ognuno di questi provvedimenti risulta sinistramente lesivo della dignità stessa delle donne, cercando di limitarne la libertà, trattandole come "cose" da difendere, oggetti materiali di cui si rivendica il possesso.

La Casa delle donne per non subire violenza ha dato la sua piena adesione al presidio contro la violenza sulle donne organizzato dai sindacati ieri (18 febbraio 2009, NdR) in Piazza Maggiore. Chiediamo al governo un piano d'azione nazionale e ribadiamo con forza, ancora una volta, la necessità di mettere in atto una politica lungimirante, di adottare azioni di contrasto costanti contro la violenza, e non provvedimenti occasionali. Chiediamo alle amministrazioni locali impegno costante, rivolto alla prevenzione e alla sensibilizzazione, per creare una cultura della differenza di genere.

La violenza sulle donne è legata alla quotidianità e alla normalità dei rapporti fra uomini e donne nelle nostre società: per contrastarla efficacemente bisogna minare i presupposti culturali e sociali che ne sono alla base attraverso azioni di prevenzione della violenza. Dimenticarsi del problema quando il clamore degli eventi di cronaca cessa equivale invece ad alimentare il silenzio di tante donne e a ignorare tante, troppe violenze.

Info: Viviana Vignola, Ufficio stampa - Casa delle donne per non subire violenza Onlus - E-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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