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Riflessioni a partire dall'incontro Di cosa parliamo quando diciamo prostituzione

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La sera del 7 ottobre in Sala Borsa Sexyshock ha aperto un dibattito cittadino sulla prostituzione in conseguenza del disegno di legge Carfagna che ha messo a rumore la pubblica opinione.

Ben fatto, perché anche nei momenti difficili occorre non perdere di vista la sostanza dei problemi: sulla prostituzione ci sarebbe da discutere per ore, visto che i secoli perpetuano un fenomeno che non desiste e che le donne comprendono, sì, le questioni che hanno a che vedere con la dignità e la libertà di tutte, prostitute comprese, ma non riescono assolutamente a capire perché gli uomini non indaghino su se stessi a partire da questo loro costume. Benissimo fatti anche i contributi, quello giuridico di Barbara Spinelli, quello di competenza per i tanti progetti che ha seguito e segue di Porpora Marcasciano, e quello di Sandro Bellassai, un uomo che riesce a configurare il problema senza indulgere alle tradizioni proprie della "leggerezza" del genere maschile. Sono emerse così con buona evidenza le ragioni storico-politiche che fanno della prostituzione un elemento di controllo sociale oggi sempre meno (così almeno ci si augura) accettabile, poiché divide il perbene e il permale della società sempre spostando il carico sulle donne e imponendo il dominio dell'ipocrisia e del lucro.

E' bene, per l'attualità politica, sottolineare qual è, al riguardo, la linea del governo. In primo luogo usare il chiasso mediatico sulle prostitute per fare ombra alla vertenza Alitalia con la presentazione di un disegno di legge - e non di un decreto - che arriverà in porto con i tempi del calendario parlamentare. Il Parlamento, ormai esautorato, potrà discutere di questi temi, mentre per le leggi fondamentali dovrà subire i decreti e mettere a tacere l'opposizione. La società, poi, subito presa dallo scandalo e dall' "orrore" della prostituzione di strada, non ha previsto gli effetti di ricaduta dalle sanzioni annunciate, parte di una strategia precisa volta al controllo sociale. Alcuni sindaci si avvarranno dei loro poteri per interventi specifici, mentre vigili e polizia potranno sentirsi autorizzati a chiedere ad una coppia che sotto casa indugia nel congedo se stiano trattando il prezzo di una prestazione; o a chiedere i documenti ad un forestiero che, dal finestrino di un'automobile, chiede indicazioni stradali; e a fermare per tentato adescamento una delle tante signore di mezza età che - labbra siliconate, orecchini semaforici, tacchi vertiginosi e pantaloni superaderenti su passi ondeggianti in realtà malfermi - vanno legittimamente vestite come gli pare a trovare i nipotini.

Dalla solita ipocrisia del non voler vedere cose scomode può arrivare qualcosa di peggio....

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