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Aborto: è ora di fermare un’indegna campagna di criminalizzazione delle donne

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Ha dell’incredibile – ma in che Paese viviamo? – la storia della donna di Napoli che, oltre a subito un aborto alla 21esima settimana perchè il feto era affetto da una malformazione crosomosomica, si è vista al centro di una vicenda che se non fosse tragica apparirebbe grottesca, con gli agenti di polizia che fanno irruzione poco dopo l'operazione al policlinico dell'Università Federico II di Napoli per presunto 'feticidio', sequestrando il feto abortito, morto in ogni modo già da due giorni nel ventre della madre.

Chi pensa al dolore di questa madre che ora, giustamente, chiede di essere lasciata in pace. Una donna doppiamente ferita, perché ha perso il bimbo che desiderava, e per quello che è successo dopo.

Stefania Cantatore dell'Udi (Unione donne di'Italia) di Napoli che ha ricevuto la denuncia del blitz dal medico che ha eseguito l'aborto e ha raccolto la testimonianza della donna, denuncia: "Il giudice Russo della procura di Napoli ha avuto l'input da non sappiamo chi. Qualcuno all'interno dell'ospedale ha raccolto il messaggio dei medici di Roma sull'obbligatorietà di intervenire per salvare il feto". Gli agenti sono intervenuti appena 20 minuti dopo l'aborto, a che pensavano di fare? Intervenire nel corso dell’intervento e incriminare i medici per non aver rianimato il feto?

L’aborto, lo ricordiamo, era terapeutico, "praticato cioè – spiega il medico che ha operato l'interruzione di gravidanza, il dottor Francesco Leone, che ha denunciato all'Udi l'accaduto - seguendo tutte le procedure della legge 194. Il feto era la 21esima settimana, ma aveva rivelato una grave malformazione cromosomica e c'era il 40% di possibilità di un deficit mentale grave”. E’ inaccetabile quel blitz con sei agenti che interrogavano i medici di guardia, la vicina di letto della paziente e un infermiere, nonché la paziente ancora frastornata dall'operazione". Gli agenti non avevano un mandato, ma dopo una telefonata al procuratore hanno sequestrato la cartella clinica della paziente e il feto abortito, ha raccontato il medico, che però non crede alla caccia alle streghe legata alle polemiche sulla 194 o sul pronunciamento di alcuni medici sulla obbligatoria rianimazione dei feti. "Al Policlinico - ha spiegato - c'è un'atmosfera serena, si è sempre applicato la 194 in modo rigoroso ma senza polemiche. Abbiamo fatto 270 aborti al secondo trimestre l'anno scorso. Forse a dare il falso allarme è stata una paziente spaventata che non capiva cosa stesse succedendo".

Intanto, in attesa dell’appuntamento indetto dall’Udi per il 14 febbraio a Napoli, a Piazza Vanvitelli per un presidio a sostegno del diritto sancito dalla 194 contro "l'abuso integralista di questi giorni, puntualizza Cantatore, si registrano dure reazioni su quanto accaduto, Oggi, mercoledì 13 febbraio, a Roma è stata indetta una assemblea autoconvocata alle ore 15 presso la Casa internazionale delle donne (via della Lungara 19) per decidere il da farsi.

Nel dibattito in corso si susseguono a ritmo serrato dichiarazioni su dichiarazioni:
Claudio Giorlandino, presidente della Società italiana di diagnosi prenatale e medicina materno fetale (Sidip) e a capo del Forum delle associazioni di diagnosi, genetica e riproduzione, sottolinea che “La legge 194 "funziona. E' una buona legge, sedimentata sul territorio e collaudata da 30 anni di esperienza". Per questo, "e' difficile cogliere in fallo le strutture sanitarie nella sua applicazione". Quanto accaduto a Napoli, commenta il medico, "E' un fatto gravissimo. Ormai siamo in un clima di caccia alle streghe”, continua denunciando le azioni di "Certe fazioni, alcuni gruppi, che in un clima non a caso pre-elettorale, per ottenere consensi caricano di pathos un evento tristissimo qual e' l'interruzione della gravidanza per una donna".

Pur contrario all'aborto da un punto di vista etico", Giorlandino è al tempo stesso "un estremo difensore di un provvedimento che ha il merito di difendere la vita". A prova di ciò i numeri sull'interruzione volontaria della gravidanza dall'entrata in vigore della legge, "che hanno mostrato una progressiva diminuzione degli aborti dal '78", anno in cui il provvedimento e' stato varato. Secondo Giorlandino, la legge non ha bisogno di alcun 'restyling'. "Piuttosto che riparlarne in Parlamento - afferma il ginecologo - si risveglino le coscienze parlando alle donne di una maternità responsabile". Proprio alle donne il ginecologo, chiede di far sentire la propria voce, perché questo dibattito le riguarda in primo luogo". Ecco perché, sottolinea il ginecologo, "devono darsi da fare per rivendicare un diritto che e' sancito dalla Costituzione e dalla legge italiana". Ma il ginecologo, commentando la vicenda di Napoli, non punta il dito solo contro la politica italiana. "Il calo di fiducia dei connazionali nei confronti della Chiesa, documentato di recente da un sondaggio dell'Eurispes - afferma - dimostra che il Vaticano paga proprio la sua linea di ingerenza, che ormai lo contraddistingue quasi fosse un partito politico. Paga una condotta - conclude Giorlandino - che ha smesso di parlare ai cuori, ma piuttosto riferisce alla politica".

Ad accusare di ingerenza gli uomini di chiesa – ma anche il leader della CdL, che a essi si accoda - é la senatrice della Sinistra arcobaleno Maria Luisa Boccia, che, commentando le dichiarazioni del leader del Pdl sulla moratoria per l'aborto e l'adesione della senatrice Binetti del partito democratico, parla di scivoloni in campagna elettorale. Quello di Berlusconi, ma anche di Binetti, perché non si considerano le donne assassine, come i boia. Le donne cattoliche e non, sanno bene che l'aborto non è un assassinio.
Quale posizione prevarrà nel Patito Democratico – si chiede Boccia - quella di Binetti o quella delle donne che hanno voluto la 194?

Ancora una senatrice della Sinistra Arcobaleno, Erminia Emprin, inserendosi nel dibattito relativo al grave caso di Napoli, “una vergogna per il Paese”, dichiara che "e' indispensabile capire la dinamica, chi ha autorizzato e perché un atto di tale inaudita violenza contro il diritto delle donne, contro gli operatori sanitari che fanno il loro lavoro. Al dolore della donna che ha scelto in totale libertà di interrompere la gravidanza per delle alterazioni ormonali del feto si é aggiunto il terribile gesto delle forze dell'ordine". "E' chiaro - per la senatrice - che un atto del genere si e' reso possibile solo in un clima di guerra alle donne, di vera e propria criminalizzazione. L'Udi ha perfettamente ragione: la libera determinazione femminile viene vissuta come un pericolo mortale e perciò combattuta. Esprimo la più grande solidarietà alla manifestazione di protesta che hanno indetto per oggi".

Per Titti De Simone (Rifondazione Comunista-Sinistra Europea), è inequivocabile che "L'irruzione della polizia nel reparto di Interruzioni volontarie di gravidanze del policlinico di Napoli svela in maniera inequivocabile la campagna di criminalizzazione delle donne che e' in atto nel nostro Paese. Bisogna dare una risposta ferma a questa caccia alle streghe".
"Principi di civiltà come la laicità dello stato, l'autodeterminazione delle donne, la difesa dei diritti civili in Italia sono sotto attacco da ogni parte come dimostrano l'atteggiamento contraddittorio del PD, che non menziona tali questioni nel proprio statuto, o le parole di Binetti che non nega il suo appoggio alle battaglie antiaboriste della destra. Su questi temi - conclude De Simone - non possiamo ammettere ambiguità, sconti e accordi al ribasso. Siamo pronti a continuare le battaglie per la loro difesa”.

Critico verso Binetti, anche Cesare Salvi, presidente di Sinistra Democratica, che osserva: ''dal momento che il Pd fa della chiarezza e coerenza programmatica il suo valore fondativo, al punto di rifiutare ogni alleanza con chi non condivida il suo programma - che per altro non e' ancora dato conoscere - credo che sia un dovere per quel partito rendere chiara la sua posizione ufficiale su questo punto preciso: gli italiani e le italiane hanno il diritto di sapere come sarà utilizzato il voto dato al Pd dai parlamentari eletti in quella forza politica''. ''In concreto: se Berlusconi porterà la proposta di moratoria in Parlamento, e, dunque, “considerando delle assassine le donne che decidono l'interruzione di gravidanza” come voterà il Pd? - chiede - Ognuno come gli pare, com'é già avvenuto nella legislatura uscente ogni volta che si e' votato sui diritti civili?

"Quelli di Ferrara e adesso anche di Berlusconi e Binetti sono - per la senatrice del Pd Vittoria Franco - “solo tentativi di strumentalizzare un tema delicato come quello dell'aborto a fini elettorali. Il Pd è un partito laico, che difende la piena applicazione della legge 194 per la tutela della maternità e della volontà delle donne". "Con la sua discesa in campo per le elezioni Ferrara tenta di lucrare su un tema delicato per la vita delle donne, disciplinato da una legge che è stata confermata da un referendum popolare. Non fa altro che riproporre lo scontro ideologico in politica, che pensavamo fosse alle nostre spalle. Questa sua iniziativa elettorale che si appropria del valore della vita è un fatto inaccettabile che porta all'imbarbarimento della politica. Il Partito Democratico è un partito laico - conclude Franco - che difende la piena applicazione e il rispetto della legge 194, una legge fondata sulla tutela della maternità e dell'autodeterminazione femminile".

"Durante il suo governo Berlusconi si é scatenato contro i lavoratori, prima con il tentativo di abrogazione dell'art. 18 dello Statuto dei lavoratori, poi con la legge 30; oggi, - aggiunge infine la senatrice Manuela Palermi, capogruppo Pdci in Senato - con la richiesta di moratoria della legge 194 il bersaglio sono le donne". "C'e' speranza che Berlusconi perda le elezioni, e noi faremo del tutti perché ciò accada. Le donne non permetteranno, e noi non permetteremo, a questa destra oscurantista di mettere in discussione l’autodeterminazione della maternità, e saremo al fianco delle donne per difendere il diritto alla libertà propria e del proprio corpo".

(Delt@ Anno VI°, N. 32 del 13 Febbraio 2008)

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