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Manifestazione nazionale contro la violenza maschile sulle donne: Ci siamo riprese la piazza

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Un grande corteo, auto organizzato dalle donne dei movimenti contro la violenza, pacifico e colorato nonostante il nero del cielo e la pioggia battente che prima dell’inizio della manifestazione avevano fatto temere il peggio. Una manifestazione, quella di sabato 24 novembre, partita in ritardo rispetto alla tabella di marcia concordata, e alla quale hanno partecipato oltre 459 sigle.

Manifestazione nazionale contro la violenza sulle donneUna manifestazione che ha fatto tornare alla mente, a chi le ha vissute, quella splendida, indimenticabile organizzata dall’associazione milanese Usciamo dal Silenzio, il 14 gennaio del 2006, ma soprattutto quelle Anni 70, che di donne in piazza ne hanno viste, e tante. Un fiume di donne – si ipotizzano oltre 150mila presenze – ha invaso le strade del centro storico di Roma, a dimostrazione che “il problema della violenza le donne lo sentono moltissimo, è dentro l'inconscio di ognuna, anche quando non la subiscono in prima persona. E' un problema culturale. Anche l'aumento del numero delle violenze di questi ultimi anni è causato da una cultura tradizionale che abbina amore con possesso", è stata la dichiarazione di Dacia Maraini, tra le anime dei movimenti di donne degli anni '70, che ha fin da subito stigmatizzato le forme in cui si sono manifestate ieri, contraddizioni ed espresse contestazioni verso donne impegnate nelle istituzioni, di destra e di sinistra, verso gli uomini, e perfino verso alcuni giornalisti e fotografi, 'cacciati' a spintoni da alcune delle manifestanti lungo via Cavour, rei di essere in primo luogo uomini, - "Siete uomini quindi uscite da questo corteo" è stata la richiesta senza appello - nonostante altre donne, giornaliste, abbiano difeso i colleghi spiegando che stavano semplicemente lavorando, dando voce, peraltro, proprio a chi manifestava e voleva far conoscere le proprie idee. Un atteggiamento definito poi da Pierfrancesco Gallizzi, consigliere della Federazione Nazionale della stampa e segretario generale dell'associazione Lombarda dei Giornalisti, “Grave, incomprensibile e deludente".

In precedenza erano state duramente contestate anche Mara Carfagna e Stefania Prestigiacomo (FI) allontanate dal corteo con l’appellativo di “fasciste” e accusate di parteciparvi per avere una "vetrina", e infine, a Piazza Navona, dove era stato organizzato un palco per la diretta televisiva de La7 (poi interrotta), con le Ministre dello Sport, Giovanna Meandri, delle Pari Opportunità, Barbara Pollastrini, e della Salute Livia Turco, che avevano partecipato a tutto il corteo, fin dalla sua partenza, aggredite verbalmente e costrette da una parte delle manifestanti ad abbandonare il palco al grido di "vergogna, vergogna", "con la motivazione che la loro piattaforma contro la violenza "chiara e precisa" non trovi corrispondenza nelle politiche del governo. Non sono mancati slogan perfino nei confronti del sindaco di Roma Walter Veltroni: "Walter Veltroni non ci tutelare – hanno urlato le manifestanti in testa al corteo -. Le donne da sole ce la possono fare".

Episodi che rischiano di oscurare una bellissima manifestazione – doveroso il plauso alle donne di alcune associazioni romane riunite intorno alla sigla 'controviolenzadonne.org', che hanno organizzato la manifestazione mettendo peraltro subito in chiaro che non ci sarebbe stato alcun comizio finale, proprio per non politicizzare la manifestazione - nata per ricordare che "La violenza degli uomini contro la donna comincia in famiglia e non ha confini", e per contestare il pacchetto sicurezza del governo, che, secondo le manifestanti non deve comprendere anche le norme sulla violenza contro le donne, che devono invece avere un iter a se stante. Un’indicazione in tal senso è stata ribadita ancora una volta da Monica Pepe, una delle organizzatrici della manifestazione che ha spiegato: "vogliamo denunciare che con la scusa di episodi di violenza, come quello di Giovanna Reggiani, sono stati strumentalizzati per dare vita ad un pacchetto xenofobo e razzista. Ci vuole - sottolinea Pepe - un cambiamento culturale nella battaglia sulla violenza contro le donne e non provvedimenti repressivi di questo genere".

Manifestazione nazionale contro la violenza sulle donneMotivazioni alle quali, dopo le dure contestazioni, la Ministra Barbara Pollastrini ha cercato di replicare con toni pacati, difendendo anche alcuni dei provvedimenti contenuti nel pacchetto sicurezza. “Mi spiace molto che un gruppetto davvero minoritario di giovani donne che non vogliono una legge contro la violenza abbia cercato di dare un'immagine distorta di una grande manifestazione, caratterizzata da presenze variegate per età e provenienze territoriali”, ha affermato Pollastrini, al termine del corteo. “La stragrande maggioranza delle donne che hanno sfilato per le vie di Roma, e che oggi, domenica 25 sfileranno in tante città italiane – prosegue –, chiede una buona legge contro la violenza, una legge equilibrata, anzi ritiene che sia indispensabile e urgente. E gli episodi di cui il gruppetto si è fatto protagonista non possono e non devono offuscare il valore del corteo, il significato della straordinaria partecipazione”. “Sono rimasta in Piazza Navona fino alla fine, ad ascoltare tutte quelle donne che si sono rivolte a me perché chiedono alla politica – conclude Barbara Pollastrini – di intervenire per contrastare la drammatica emergenza. Ritengo dovere mio personale e di tutto il Governo procedere nel piano di azione preventivo e di aiuto alle vittime e fare in modo che ci sia quanto prima la legge contro lo stalking e l'omofobia".

Peccato, ha commentato infine Pollastrini, che "Un corteo lungo, festoso, giustamente arrabbiato e impegnato contro la violenza sia stato funestato però da contestazioni, anche sopra le righe nei confronti di Stefania Prestigiacomo. "Un episodio - ha detto Pollastrini - che condanno fermamente. Mi e' molto dispiaciuto che Stefania Prestigiacomo sia stata contestata anche perché le donne hanno sempre avuto la capacità di unirsi e vivere le loro differenze come una ricchezza". Quanto alla presenza nel corteo dell'ex ministra delle Pari opportunità Pollastrini ha detto di avere molto apprezzato "la presenza di Prestigiacomo anche perché - ha concluso - sul tema della lotta alla violenza e alle molestie lei ha dato il suo concreto impegno".
La vera notizia di oggi è che tantissime donne hanno manifestato unitariamente contro la violenza. Ma se c'e' un gruppo che contesta, va a scapito di tutte le donne presenti ed e' un gravissimo errore ha aggiunto la collega Livia Turco. "Quella di oggi è stata una manifestazione bellissima che mi riempie di gioia". Purtroppo, lamenta insieme a Giovanna Melandri, le intemperanze che si sono verificate al termine della manifestazione, così come quelle all'interno del corteo che hanno visto la contestazione della parlamentare di Forza Italia Stefania Prestigiacomo "vanno a scapito della forza di tutte le donne"...

Sui motivi della contestazione sono state le stesse organizzatrici della manifestazione a spiegare ai/alle giornalist* in una Piazza Navona ormai quasi vuota e con i maxischermi allestiti sui quali hanno continuato a scorrere le immagini sulla violenza alle donne, le motivazioni che hanno spinto all'occupazione del palco per la diretta televisiva e anche le contestazioni all'interno del corteo nei confronti di alcuni cronisti e delle esponenti dell’opposizione. "Non volevamo essere strumentalizzate. Questa – ribadiscono le donne di controviolenzadonne.org - era una piazza senza sigle e senza partiti, in cui si doveva parlare del dramma della violenza sulle donne". Quanto alla diretta de La7 alcune rappresentanti del cartello "contro violenza alle donne.org", spiegano che erano a conoscenza della diretta in programma da parte dell'emittente ma precisano, "sapevamo che veniva a fare una trasmissione per intervistare le manifestanti. Il fatto che abbiano intervistato solo i politici presenti ci ha dato fastidio", quindi la piazza si e' ripresa il suo spazio. “Nelle nostre intenzioni la manifestazione era apolitica, non volevamo strumentalizzazioni di alcun genere e ci sembra strano che chi ha votato il pacchetto sicurezza sull'onda della morte di Giovanna Reggiani potesse venire in piazza a parlare di violenza alle donne. Per noi - aggiungono - qualcuno ha voluto approfittare di questa manifestazione. Avevamo detto chiaramente - concludono - che non volevamo qui coloro che hanno partecipato al Family day e appoggiano la politica sulla sicurezza"...

La polemica politica continuerà ancora, ma, come tiene a precisare il movimento Usciamo dal Silenzio, il "successo" della manifestazione contro la violenza sulle donne "non può essere oscurato dai comportamenti di alcune che hanno escluso parlamentari, donne della politica, ministre, giornalisti dal corteo". Per Uds, quella di ieri è stata "una grande manifestazione contro la violenza maschile sulle donne, una manifestazione che ha testimoniato l'urgenza di una parola della politica e della società per fermarla. Usciamo dal silenzio, che ha Lavorato perché questa manifestazione fosse aperta e plurale, giudica questa giornata un grande successo del movimento delle donne di tutta Italia, di tante associazioni, gruppi, movimenti, nazionalità e generazioni"...

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