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Il comitato Bologna Pride sostiene la mostra Recombinant women ed offre la sede del Cassero

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Bologna. Mostra arcilesbica. Le istituzioni non assecondino le volontà censorie e anti-democratiche della curia. "Il no delle istituzioni è ipocrita e alimenta il pregiudizio e l'ignoranza. Domenica 24 giugno, l'inaugurazione della mostra al Cassero alle ore 20.30"

Il Comitato Bologna Pride 2008 esprime con forza la sua solidarietà a Arcilesbica Bologna per la censura subita a proposito della mostra Recombinant women. Non paghe di aver ancora una volta influito pesantemente sulle scelte della pubblica amministrazione, le gerarchie ecclesiastiche attraverso la Lega Cattolica Antidiffamazione ipotizzano con notevole sfoggio di fantasia un presunto “filo rosso” tra le varie mostre d’arte che sono state oggetto di censura e repressione nell’ultimo periodo in città. La “lobby omosessuale” sarebbe portatrice di un pensiero “anticristiano” che offende e non rispetta i credenti, e per questo potenzialmente eversivo.

A questo delirio dietrologico rispondiamo che l’arte e gli stessi artisti nel corso della storia sono spesso stati bersaglio di repressione da parte delle istituzioni cattoliche, proprio perché le molte diverse interpretazioni che suggerisce un’opera d’arte sono difficilmente controllabili e riconducibili a un pensiero monolitico. La storia ci racconta di artisti che sono stati incarcerati, torturati, uccisi, costretti all'abiura e alla sudditanza dalla Chiesa. Oggi con altri mezzi, quelli dell'ingerenza politica, si vorrebbe ottenere lo stesso risultato.

E’ evidente la deriva politica e culturale in cui versa Bologna, che sta venendo meno alla sua in passato meritata fama di città accogliente e libera. La presidente nazionale di Arcilesbica, Francesca Polo, esprime la sua costernazione “Per il fatto che le provocazioni garbate come quella di Migi Pecoraro vengano utilizzate per fare propaganda oscurantista. C’è preoccupazione per il clima di chiusura che ci sta circondando,” prosegue Polo, “E' necessario riflettere su come in nome della libertà di pensiero la comunità LGBT sia costantemente offesa e denigrata, con episodi che sfociano anche nella violenza fisica, mentre qualsiasi espressione di dissenso e critica - anche attraverso la cultura - da parte nostra venga sanzionata come illegittima e blasfema”.

“L’autocensura politica che le istituzioni si infliggono e infliggono alle associazioni, con l’alibi di non voler trattare materie eticamente sensibili, come il Quartiere ha comunicato”, dichiara Paola Brandolini, presidente di Arcilesbica Bologna, “rilevano una fortissima e ipocrita chiusura culturale e civile che può soltanto continuare ad alimentare il pregiudizio e la discriminazione frutto dell’ignoranza, che dovrebbero essere le istituzionì stesse per prime a combattere”.

Nonostante le censure ingiustificate e gli inutili sforzi della curia bolognese, la mostra sarà visitabile da domenica 24 Giugno 2007, dalle ore 20.30, al piano terra del Cassero, alla Salara, in Via Don Minzoni 18.

Comitato Bologna Pride 2008

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