Utilizzando il nostro sito web, si acconsente all'uso dei cookie anche di terze parti.


Quarantaquattro gay in fila per tre col resto di due…alle poste di Piazza Minghetti

on .

Una fila gioiosa di lesbiche, etero, gay e transgender accomunati da serie intenzioni: impadronirsi del maggior numero possibile di raccomandate con avviso di ricevuta di ritorno. Fa tutto parte della performance Non te lo dico, te lo raccomando organizzata da Arcilesbica Bologna - Comitato "Chi mi raccomanda?" per mercoledì 14 febbraio alle ore 17 presso le poste di Piazza Minghetti a Bologna.

Lo scopo della performance era quello di trovare un modo ironico per mettere in risalto e in ridicolo alcuni dei controversi punti del nuovo disegno di legge presentato dai ministri Bindi e Pollastrini e recentemente varato dal Governo: i DICO (diritti e doveri dei conviventi).
L’articolo 1 comma 3 del ddl prevede infatti che: "qualora la dichiarazione all’ufficio di anagrafe […] non sia resa contestualmente da entrambi i conviventi, il convivente che l’ha resa ha l’onere di darne comunicazione mediante lettera raccomandata con avviso di ricevimento all’altro convivente; la mancata comunicazione preclude la possibilità di utilizzare le risultanze anagrafiche a fini probatori ai sensi della presente legge."

Arcilesbica Bologna ha quindi lanciato il seguente appello tramite giro di mail, invitando chiunque volesse partecipare a inventarsi una propria motivazione per richiedere le raccomandate:
"Dai spazio alla tua fantasia e partecipa anche tu al concorso "DICO la mia". Le prime dieci risposte selezionate saranno parte integrante del prossimo disegno di legge "Dei diritti e lesbici doveri" (DILDO)".
Proponiamo dunque qui di seguito alcune tra le motivazioni più quotate addotte per la richiesta delle raccomandate:

  1. gira voce che Ruini stia facendo ritirare tutti i moduli dagli uffici
  2. si teme che ci sia una richiesta maggiore della capacità di produzione dei cedolini
  3. si suppone che vengano accettate solo le prime domande e che farà fede l'orario di consegna all'ufficio postale (come per il decreto "flussi")
  4. io ne voglio due che se mi lascio ne ho già uno di scorta per la prossima fidanzata ed evito la coda.
L’allegra performance si è conclusa con un ricco bottino di raccomandate nelle mani della gente accorsa e la richiesta da parte del personale delle poste di non intasare il servizio pubblico. Ma non è lo Stato che vede in questo servizio pubblico la soluzione alla mancanza di diritti per le coppie di fatto?

Per rispondere a questa e ad altre domande, ci si è spostati in Piazza del Nettuno, dove Arcigay e Arcilesbica hanno organizzato per le 18 dello stesso giorno un microfono aperto con lo scopo di dar voce all’insoddisfazione di singoli e associazioni che da tempo lottano per un’equa regolamentazione delle coppie di fatto. A fare da sfondo al palco improvvisato sui gradini di Palazzo Re Enzo, una carrellata di cartelloni e striscioni, che recitavano: "Io DICO no", "Ma a chi lo DICO?", "Fuori la chiesa dalla politica italiana" e il più rivendicativo "Non voglio un DICO, voglio tutto il braccio".
Davanti a una folla di 200 persone si sono alternati i/le presidenti di Associazione Orlando, MIT, Arcilesbica, Arcigay e Arcigay Il Cassero, ma anche singoli/e tra cui la consigliera regionale dei DS Gabriella Ercolini, Elena Del Grosso e Daniele Pacini, il primo gay bolognese che è convolato a nozze un anno fa in Canada (matrimonio che, come sappiamo, non ha valore giuridico in Italia).

Associazioni locali e singoli hanno quindi manifestato il loro malcontento nei confronti dei DICO, dando un segnale di forte solidarietà alle coppie di fatto che si vedono private nuovamente, ma stavolta con beffa aggiuntiva, di diritti basilari, garantiti ormai da tempo in maniera più che degna in tutti i paesi dell’Unione Europea ad esclusione di: Albania, Bulgaria, Bielorussia, Bosnia Erzegovina, Cipro, Estonia, Grecia, Italia, Lettonia, Lituania, Malta, Macedonia, Moldavia, Monaco, Montenegro, Polonia, Romania, Russia, San Marino, Serbia, Slovacchia, Turchia, Ucraina.
A questo punto, forse, per sveltire la burocrazia italiana sarebbe cosa buona e giusta sapere subito se esistono altri standard europei che infastidiscono le generose, amorevoli e imparziali gerarchie vaticane.

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna