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Coordinamento IO DECIDO :: nessuna piazza, nessun giardino, nessuna strada per la preghiera contro l'aborto

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Il coordinamento IO DECIDO, che riunisce le esperienze delle operatrici sanitarie, della società civile e storiche associazioni femminili bolognesi, esprime il propria dissenso nei confronti dell’annunciata manifestazione “9 ore di preghiera contro l’aborto e per il referedum abrogativo della legge 194” a Bologna il 13 giugno p.v. inizialmente prevista davanti l’Ospedale Maggiore, luogo di cura. Tale manifestazione umilia le donne bolognesi tutte, offende le lavoratrici e i lavoratori che, ogni giorno, devono prestare il loro lavoro con serenità e professionalità, inquina un luogo laico che deve rimanere a disposizione esclusiva dei degent e dei loro parenti.

Da molto tempo, a Bologna, manifestazioni simili davanti alla maternità dell' Osp. S.Orsola, sono state tollerate dalle autorità cittadine e solo la presenza e l'iniziativa del coordinamento IO DECIDO, nel corso del mese di giugno 2014, ha sollevato il velo su questa triste e molesta presenza a pochi passi dall’entrata alla clinica ginecologica.

In questi giorni, molte istanze hanno parlato, scritto e urlato proclami, ma la voce delle donne non è stata ascoltata, poco o nulla è stato detto sulla dignità delle donne che fanno scelte difficili, sulla loro salute, sul rispetto che meritano sempre, anche davanti a percorsi e decisioni non condivisi.

La Legge 194/78 “Norme per la tutela sociale della maternità e sull’interruzione volontaria di gravidanza”, legge dello Stato Italiano, è stata voluta da fronti politici diversi, da donne diverse per cultura e storia, considerata necessaria a tutela della libertà e della salute psico-fisica delle donne. Confermata da un referendum popolare il 17 maggio 1981, da anni viene sistematicamente attaccata da movimenti integralisti, oscurantisti e misogini, che vorrebbero cancellarla e riportare il nostro paese indietro, all’aborto clandestino, gestito in cliniche di lusso, nella ipocrisia generale.

E’ inaccettabile che, ancora oggi, anziché discutere sulla sua applicazione si esprimano continui giudizi di colpevolezza nei confronti delle donne.
La legge 194 negli ultimi anni viene attaccata non in modo diretto, ma viene svuotata di fatto dall’interno. La crescente obiezione di coscienza non è più personale, ma è divenuta di struttura costringendo i pochi operatori/operatrici ad assumere obbligatoriamente le funzioni previste dalle procedure mediche. Non si può far finta come l’obiezione costringa i pochi operatori non obiettori a svolgere esclusivamente l’applicazione della legge, ostacolando progressioni di carriera. Il mancato investimento sui consultori famigliari, oramai ridotti ad ambulatori scarsamente attrezzati, ha ridotto ulteriormente i luoghi della salute delle donne.

Il coordinamento IO DECIDO, invita le Istituzioni ad assumere impegni sulla piena applicazione della legge 194, in tutti i suoi intenti, articoli e le sue prerogative, riconoscendo alle donne native e straniere, il diritto di scegliere una maternità libera e responsabile e ad essere assistite anche nei momenti più difficili.

Riteniamo che la manifestazione annunciata sia un’offesa per la città di Bologna, per tutte le donne, e chiediamo alle Istituzioni di non concedere nessuna piazza, nessun giardino, nessuna strada a tale iniziativa.

Il coordinamento IO DECIDO
(Udi Bologna Associazione Armonie, Gruppo Donne Cgil, Coodinamento Donne Fiom, Lavoratrici del Policlinico S.Orsola, Cgil FP, Casa delle Donne per non subire violenza, Associazione Orlando, Associazione Maschile Plurale, Circolo UAAR, Rete Laica Bologna, Rifondazione Comunista, Sinistra Classe Rivoluzione, Tavola delle Donne)

Bologna, 9 giugno 2015
Leggi anche: Coordinamento Io Decido Bologna 2014 - Contro-presidio al Sant'Orsola: loro pregano, noi lottiamo - online il video

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