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La Casa delle donne di Bologna dovrà chiudere i battenti?

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La Casa delle donne per non subire violenza Onlus ha avuto oggi un incontro con il Comune di Bologna per il rinnovo della convenzione per la gestione del Servizio di aiuto alle donne e ai minori vittime di violenza e maltrattamenti.

Casa delle donne per non subire violenzaFin dall’insediarsi della nuova Giunta, in numerosi incontri, sono state portate all’attenzione dell’Assessora alle Differenze Milli Virgilio le esigenze economiche minime necessarie a una buona gestione del Servizio e le altrettanto forti esigenze di una ripresa dell’iniziativa politica cittadina sul tema della violenza, ma le risposte che sono state date oggi – al limite della scadenza della convenzione il 28 dicembre – sono del tutto insoddisfacenti su entrambi i piani.

Come tutta la città sa bene, dato che la Casa delle donne opera da ormai 15 anni a Bologna, il Servizio sul maltrattamento: è contattato in media da 350 nuove donne che hanno subito violenza ogni anno segue in percorsi mirati (colloqui, accompagnamenti ai servizi, informazioni, ecc.) 360 circa donne ogni anno (dell’anno in corso e dai precedenti) ospita circa 20 donne e 20 bambini all’anno in due appartamenti a indirizzo segreto è implementato da Progetti specifici quali: l’intervento contro la prostituzione forzata, contro l’abuso e il maltrattamento infantile; la conduzione di gruppi di sostegno; uno sportello di orientamento al lavoro; formazione specifica sulla tematica della violenza alle donne in tutta Italia; promozione di iniziative pubbliche di sensibilizzazione ed approfondimento, e un’attività di fundraising.

Per continuare a finanziare il “cuore” della sua attività, cioè il Servizio di aiuto alle done, la Casa delle donne necessita di raccogliere dagli enti locali (Comune di Bologna, Comuni dell’hinterland e Provincia di Bologna) tramite convenzioni almeno 200.000 euro per gestire il centro pubblico di Via dell’Oro 3 e due appartamenti per l’ospitalità. Si ricorda che la prima convenzione, stipulata con il Comune di Bologna nel 1990, assegnava 180 milioni di lire, più la sede e le utenze gratuite. Quello che ora viene offerto dalla Giunta Cofferati è solamente 30.000 euro per i prossimi due mesi e poi... chissà!

Dopo mesi di trattative il risultato è umiliante. Congiuntamente al Centro di Documentazione delle donne e l’Associazione Orlando abbiamo sollevato l’attenzione pubblica sulla nostra situazione e chiesto un incontro al Sindaco, che ancora non abbiamo avuto.

In quella occasione gli chiederemo se davvero l’intervento di aiuto, come unica iniziativa per le donne che hanno subito violenza a Bologna, merita l’attenzione che si destina a un’attività marginale, quando i dati sugli stupri, gli omicidi di donne da parte dei familiari (dati Eures pubblicati oggi ci dicono che i familiari uccidono le donne più della mafia, del cancro, degli incidenti stradali), le violenze continue sono sempre più allarmanti.

La Casa delle donne per non subire violenza, associazione riconosciuta per esperienza e competenza in materia sia in campo nazionale che internazionale, rischia la chiusura definitiva, lasciando il territorio bolognese privo di qualsiasi iniziativa ed intervento specifico sulla violenza alle donne!

La Casa delle donne per non subire violenza Onlus

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