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L'associazionismo femminile, parte superflua della città? Ne è parte costituente

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Riceviamo e volentieri pubblichiamo il comunicato stampa della Casa delle donne di Modena: insieme alle associazioni delle donne, che mai hanno smesso di battersi, le cittadine e i cittadini devono impegnarsi per non perdere i diritti acquisiti e continuare per conquistarne di nuovi.

“L’associazionismo femminile non è un elemento superfluo o marginale della città ma è parte costituente di essa e riveste grande importanza, non solo per le donne ma per l’intera collettività. Il suo alto significato sociale si è espresso e si esprime in ogni ambito: dalla cultura ai diritti, dalla salute all’istruzione, dal lavoro all’economia”.

Intervengono così le associazioni delle donne di Modena in risposta alle nuove, recenti polemiche, sollevate attraverso la stampa, che mettono in discussione la necessità di una nuova sede a Villa Ombrosa per le associazioni femminili di Modena.

“Le associazioni femminili contribuiscono alla coesione sociale, fanno parte della rete comunitaria e con la loro azione rendono possibili innumerevoli progetti e attività, grandi ma anche piccoli, a favore di altre donne, di bambini e delle famiglie per contribuire a superare i momenti di maggiore difficoltà. Molte conquiste sociali si devono alle lotte delle donne: i nidi e le scuole per l’infanzia, le mense e il tempo pieno, come il diritto al lavoro, allo studio e l'accesso delle donne a tutte le carriere e professioni, la pensione alle casalinghe, la parità salariale e un lavoro qualificato; la maternità consapevole, una sessualità libera, l'apertura dei Consultori, il diritto di famiglia. Insieme a loro, che mai hanno smesso di battersi, deve proseguire la difesa dei diritti che non si possono dare per scontati.

Il valore delle associazioni delle donne è noto alle cittadine e ai cittadini modenesi che non hanno mai fatto mancare il loro riconoscimento e l’apprezzamento all’impegno delle associazioni delle donne, alle loro attività e ai servizi diffusi sul territorio. E proprio la crescita diffusa, in qualità e numero, sia delle associazioni sia dei servizi ha portato all’esigenza di una sede più grande dove riunire tutte le associazioni (anche quelle che per necessità di spazio hanno cambiato sede) per creare continuità di lavoro, nuove occasioni di collaborazione, coordinamento e sinergia e offrire risposte e servizi complessivi e plurali alle richieste della città”.

“Villa Ombrosa – continuano le sette associazioni modenesi del Comitato Verso la Nuova Casa delle Donne (Adaser -Associazione Donne Arabe e Straniere in E.R-, Casa delle Donne contro la Violenza, Centro Documentazione Donna, Differenza Maternità, Donne nel Mondo, Gruppo Donne e Giustizia e Udi-Unione Donne in Italia di Modena) - sarà un importante punto di riferimento per la città, per le donne, ma anche per gli uomini, attraverso i servizi di consulenza legale e psicologica alle donne maltrattate e in difficoltà; i corsi di preparazione per le neo mamme e i futuri papà; le iniziative per favorire l’integrazione culturale; la biblioteca e le attività di conservazione della memoria documentaria e di divulgazione della storia delle donne; le indagini e le ricerche sui nodi sensibili e problematici della condizione della donna nella nostra società; le iniziative per favorire la partecipazione femminile alla vita collettiva, la realizzazione delle pari opportunità tra donne e uomini in tutti gli ambiti e l’attuazione dei diritti di cittadinanza delle donne native e migranti.

Chiediamo dunque alle forze politiche di non ostacolare ma di favorire questo processo, e di stringere i tempi, proprio per evitare spreco di risorse, sul progetto che vede nello stabile di Villa Ombrosa la nuova Casa delle Donne. Riteniamo che le associazioni femminili di Modena siano una parte fondamentale della sua storia e del suo sviluppo economico, sociale e democratico e, soprattutto, che siano un importante valore aggiunto per la crescita e il futuro della nostra città”.

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